Wittgenstein e il metodo analogico di Bortolato

Sto leggendo la biografia di Ludwig Wittgenstein di Ray Monk e… mi piace: presenta un uomo forte,  diverso, intelligente, quindi solo, isolato e spesso infelice nonostante il successo che riscuote: il dovere del genio!?

Nella 4^ parte del libro, dal 1941 al 1951, leggo: “nella 2^ guerra mondiale gli interessi filosofici di Wittgenstein si polarizzarono sulla filosofia della matematica, dove la critica alla logica matematica è ancora più sferzante”, e mi colpiscono queste due pagine:

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perchè? penso alle palline per i calcoli mentali, agli schieramenti delle tabelline, e proprio alla proprietà commutativa… , al metodo analogico di Camillo Bortolato con cui sto insegnando matematica nella scuola primaria.

E cosa afferma il grande filosofo matematico, che ha anche fatto il maestro elementare: le immagini sono la prova dell’esistenza delle proprietà matematiche e lo scopriamo semplicemente guardando queste immagini, perchè in modo intuitivo si coglie la connessione, si scoprono le verità matematiche (“ammesso che siano vere” precisa poi, ma sappiamo che la certezza non fa parte del percorso della conoscenza).

Quindi anche Wittgenstein, il genio della filosofia del secolo scorso, sosteneva la matematica intuitiva?

Che ne dicono gli esperti? Può esserci una “connessione”?