Due “Madonne Sistine”

Madonna Sistina, Olio su tela 196 x 265 cm, Dresda

Tutti conoscono, o possono scoprire, la bellezza della famosa Madonna Sistina di Raffaello. Un grande artista che lavora per i mecenati potenti del suo tempo. Molto potenti erano i Papi e proprio da  Papa Giulio II viene commissionata nel 1512 questa opera che doveva andare in dono ad una chiesa a Piacenza dedicata a Sisto IV della Rovere, un antenato di Giulio ll (periodo di “santo potere terreno” nella Chiesa!).

Un bel capitolo “La bellezza dell’arte di Raffaello” è stato dedicato anche dal gruppo di incontro di Ardenno –Laboratorio della Bellezza- nella loro pubblicazione -Aperto on line- causa coronavirus. Grazie a questa lettura, di pochi giorni fa, ho osservato questo quadro, che è piaciuto e continua a farsi ammirare da popoli e artisti, catturati dalla grazia di questa Madonna nel suo venire a noi.

Negli stessi giorni, durante una passeggiata lungo i sentieri della Costiera dei Cech, ho fotografato un affresco ancora ben conservato di una cappelletta posta sull’antica strada da Cerido a Vallate e Serone. Questo affresco mi ha richiamato… La Madonna Sistina di Raffaello.

Ne ho parlato con gli amici e ho postato la mia analogia su Facebook, e chissà che qualcuno mi dica qualcosa su uno o l’altro dipinto? (qui)

Ieri ho fotografato questo affresco su una cappelletta nella Costiera Cech. Mi è parso, da inesperta fruitrice, la versione popolare della Madonna Sistina di Raffaello. Ci sono due santi, due angioletti, la Madonna con il Bambino sulla nuvola… Chissà se l’autore si è ispirato a questa Madonna famosa?
 

Affresco su cappelletta Cerido/Vallate (Civo, Sondrio)

I santi raffigurati nella cappelletta sono, guardando, a sx San Sebastiano e a dx San Rocco.

Per questi due santi possiamo immaginare ci fosse particolare devozione in questi paesi: il paese di Serone, a cui la strada dove è collocata la cappella conduce, è chiamato anche San Rocco dal loro santo protettore; a San Sebastiano è dedicata la chiesa di Porcido sopra Paniga.
Sono due Santi feriti e malvestiti, come i poveri “pellegrini”, molto vicini alle vicissitudini di questi popoli durante l’emigrazione del primi anni del 900. Inoltre venivano invocati contro le malattie e le pestilenze che spesso colpivano senza scampo.
Per fortuna gli angioletti sono di sollievo e Madonna e Gesù sereni e protettivi. Le donne e i figli pare potessero essere una consolazione. E la coppia di anime invocanti? la paura del castigo divino per cui chiedere l’intercessione di Maria, Angeli e Santi?
 
Che mania questi confronti! dirà qualcuno che mi conosce… e a buona ragione, se colgo delle analogie fra le cose il mio interesse si impenna e la voglia di capire meglio si fa strada con più desiderio.
 

Per quanto riguarda il famoso quadro di Raffaello mi sono informata su internet e ho trovato interessanti particolari intorno alle figure dei santi raffigurati e alle vicissitudini del quadro che ora non è più a Piacenza ma si trova a Dresda. (qui)

Ho trovato che i Santi di Raffaello sono la nobile Santa Barbara e il Papa Sisto ll. Il Papa come padrone di casa invita Maria col suo Bimbo a mostrarsi al popolo, Santa Barbara, nobile in corpo e anima, guarda in basso il popolo in attesa e venerazione. Gli angioletti? Loro sono fuori dalla scena, proprio sulla cornice, non hanno nulla da fare, niente frecce da togliere, piaghe da curare o anime da consolare. Infatti sono stati utilizzati spesso come simpatici putti da cartolina.

Le due Madonne cosa ci comunicano?

La Madonna di Raffaello col suo bimbo mi sembra più in apprensione ma disponibile e consapevole del suo ruolo celeste. Esce da un sipario, è uno spettacolo concesso pare per intercessione dei Santi, santi eruditi e altolocati, il popolo è lontano, ma lo sguardo di questa giovane Madonna lo sa raggiungere.

La Madonna popolare, ai miei occhi, è più materna e serena. Il suo bimbo più coperto ma di panni semplici. Non è più in cielo, è scesa sulla Terra, una Terra desolata con santi martiri e anime sventurate…

E gli angioletti?

Gli angioletti di Raffaello, ho già detto, sono rilassati e in attesa: a me richiamano i miei alunni sui banchi di scuola quando obbedienti ascoltavano l’insegnante o estraniati guardavano un buon film o documentario.

Gli angioletti della Madonna popolare sono attivi, sono al centro della scena, e seguendo le indicazioni della Madonna si attivano ad alleviare le pene: uno estrae la freccia a San Sebastiano, e l’altro? tiene in mano un quadretto, potrebbe essere una medicazione per la ferita di san Rocco?

Spero di non essere stata troppo “terrena” o peggio blasfema, ma entrambe queste Madonne -senza aureola- mi hanno permesso un po’ di libertà e io le ho ammirate anche per questo.
A Raffaello non è necessaria la mia ovazione, ma certo mi unisco a quella di tutti gli altri; per il dipinto sulla cappelletta la mia gratitudine all’autore che ha documentato una realtà che richiederebbe più attenzione… la sofferenza degli umili santifica già in Terra.

Anche gli artisti come gli artigiani copiano e si copiano fra loro, è normale e giusto che si apprenda dai migliori, tenendo sempre conto di contestualizzare il proprio lavoro, di qualsiasi lavoro si tratti.

(p.s. molte sono le cappellette lungo i sentieri e le mulattiere dei nostri paesini valtellinesi, speriamo di avere qualche “mecenate” o amministratore sensibile alla storia locale, che ne permetta la manutenzione)

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^