Una casa nei Cech (14) -il soggiorno-

Dopo le attenzioni all’orticello (vedi qui), ai piccoli raccolti, con qualche soddisfazione e nuove esperienze culinarie, ora lasciamo riposare la terra sotto l’abbondante nevicata e mettiamoci comodi in soggiorno.

Qualche premessa indispensabile.

All’acquisto della casa nei Cech scoprimmo che c’era “un locale” non di proprietà dei venditori, si trattava di una porzioncina al primo piano con accesso autonomo dal vicolo pubblico. Questo locale era chiamato “locale dei morti”, ed era di proprietà degli abitanti del paese. Questa, come altre simili proprietà pubbliche, faceva parte di lasciti di privati a favore della popolazione del paese che poteva utilizzarli a suo bisogno. Per gestire queste proprietà c’era un’associazione con amministratori. Quindi ci siamo dovuti rivolgere agli amministratori per chiedere l’acquisto di questo “locale”.

Perchè si chiamasse locale dei morti pare dipendesse proprio dal fatto che “chi moriva” poteva lasciare qualcosa al paese. Altri ci dissero che il nome poteva derivare anche dall’utilizzo di questi spazi come camera mortuaria o per emergenze di aiuto a chi si trovasse senza casa per qualche disgrazia, la più ricorrente era l’incendio. Questo nome poco allegro non ci distolse dal procedere a continuare le pratiche di acquisizione della casa dallo sguardo che si perdeva nella valle e la facciata che si scaldava al sole.

Come avremmo poi utilizzato questi spazi separati fra loro per ora non ci preoccupava: avremmo cominciato a conoscerli e usarli così come ce li avevano consegnati il tempo e le storie che racchiudevano. Storie di gente di montagna, di famiglie numerose, di padri partiti per cercare fortuna in America o nelle grandi città italiane ed europee, principalmente sappiamo di abitanti rimasti sia in America che a Roma. Il tempo di queste mura, di questi legni, delle porte con catenacci e chiavistelli non è lo stesso per tutta la casa. Ci sono parti esistenti almeno dal 1800 a cui si sono aggiunti, addossamdosi ai precedenti, nuovi spazi, sfruttando sostegni e sassi già collocati. Non ci sono carte, nè progetti, nè calcoli scritti da professionisti, erano i proprietari stessi, che avevano pratica di come costruire muri con i sassi e le terre a loro disposizione, erano gli abitanti stessi che aumentavano la proprietà quando ne avevano la possibilità. Spesso dopo qualche anno di lavoro lontano dal paesino si tornava con qualche soldo in più e allora si aggiungeva un nuovo camino, un forno, una stanza, un balcone, un rubinetto…

Ebbene il “locale dei morti” è diventato di nostra proprietà e la casa è completa, ora si può pensare a come metterla in sicurezza, ma di questo ne ho già parlato e ne parleremo ancora in avvenire, visto che la ristrutturazione sta procedendo poco per volta per non snaturare questo piccolo “museo di vita contadina”.

   – In questo articolo vorrei mostrarvi come abbiamo ottenuto l’attuale soggiorno, ed è proprio trasformando il locale dei morti che i lavori ci hanno consegnato un confortevole luogo per stare a tavola in compagnia, lavorare, rilassarci, giocare…

– Com’era e cosa c’era nel vecchio locale?

In fondo al vicolo dall’acciottolato sconnesso, due gradini arrivano alla porta che ci apre un piccolo stanzino dal soffitto basso in legno. In questo stanzino c’è una scaffalatura alla buona ma robusta su cui sono rimasti alcuni vecchi attrezzi da muratore: secchielli, cazzuole, martelli, chiodi, fili di ferro, cartelli da cantiere. Dal primo stanzino si passa ad un secondo ancora più piccolo. Scopriremo che metà di questo è occupato dal forno del pane coperto di materiale e chiuso nei muri per essere isolato e poter raggiungere la temperatura per cuocere il pane.  Il pavimento è di un cemento polveroso, le finestre, piccole aperture senza vetri, sono chiuse da ferri incrociati. (le foto sotto sono state scattate da noi nel 2004)

– La porta è stata riutilizzata per il nuovo locale attrezzi, una finestrella avrei voluto conservarla ma non è stato possibile. I due vani a muro verranno invece ripuliti e mantenuti. I due finestrini saranno sostituiti da una finestra più grande e da una porta a vetri

Ecco la trasformazione?

Quali lavori sono stati fatti nel 2015/16 per avere questa trasformazione? Alcune foto per renderci l’idea di questa seconda fase di ristrutturazione, il collegamento alla cucina e la conservazione della “bocca del forno”…

– Durante la prima fase di ristrutturazione avevamo previsto e preparato il passaggio verso questo soggiorno. Allora avevamo scoperto che la volta del forno era tutta coperta da materiale chiuso fra i muri, abbiamo quindi richiuso provvisoriamente con mattoni (vedi foto) e per dieci anni il passaggio è stato una nicchia con mensole per riporre oggetti. Ma ora al posto della nicchia un tondo passaggio ci conduce nel soggiorno!

Possiamo senz’altro essere soddisfatti di avere questo nuovo locale, caldo, luminoso e spazioso, anche se i tempi per la sua realizzazione sono stati decisamente lunghi.

Il soggiorno della casa dei cech vi saluta con i due cimeli storici che conserva: l’armadietto degli operai e la bocca del vecchio forno del pane, e un ciao anche dai due attrezzi incorniciali e dalle vecchie chiavi che ci ricordano l’arte antica dei fabbri per la vita dei contadini delle nostre montagne:

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^