Oh Ermione!

Ecco fatto, ho raccolto in questo articolo del mio blog i versi divertiti che ho scritto per gioco nella mia pagina facebook.

Sono ispirati da Ermione? Sì è questo il nome che ripeto ad ogni pioggia, è lei la protagonista della poesia del famoso scrittore D’Annunzio “La pioggia nel pineto”, ma la mia vera ispiratrice è LA PIOGGIA.

Amo la pioggia, amo bagnarmi sotto la pioggia estiva e passeggiare sotto la pioggia autunnale, e ammirare la fredda pioggia di ogni stagione.

Le date che trovate sono quelle reali delle fotografie scattate e delle parole uscite da sguardi, suoni, profumi, pensieri… e sono anche i link attivi ai post della mia pagina.

Se volete leggere meglio cliccate sulle immagini e ingranditele

19 giugno

Gràndina o Ermione

Vedi.
Grandina sulle piantine di pomodoro che ancora non avevo legato
Grandina sulle foglie di zucchine
Grandina sul fragile
Basilico
Grandina o Ermione
Che non preghi abbastanza
In nessuna stagione!

 

14 luglio

Oh Ermione

21 luglio 

Mia cara Ermione

Odi?
La pioggia cade
Sulla pergola spessa
Con un crepitio
Che non dura
Par smetta
E riprende
E poi smette.
Che dispetti di secco e bagnato
Che asciuga
E si oscura e rischiara.
Oggi che fai?
Nè prodiga nè avara
O Ermione mia cara.

 

28 agosto

Ermione Incauta

29 agosto

Ermione Curiosa

 

30 agosto  

Ermione Silvana

24 settembre

Ermione Illusa

2 ottobre 

Ermione Disorientata

23 ottobre 

 Ermione e il secchiello

Ma perchè tutto questo ricorrere a Ermione nei giorni di pioggia? Mi piace così tanto la famosa poesia “La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio”? No, diciamo che il mio interesse è nato dall’ascolto di una sua parodia “La pioggia sul cappello” di Luciano Folgore, recitata da Carmelo Bene, diventato un mio idolo dopo averlo letto e ascoltato per un anno intero.
Ecco un video (si vede male ma si sente bene) dove Carmelo recita la parodia (o critica) della famosa poesia a “Domenica in”, una vecchia trasmissione televisiva del 1978 .

 

Al link sotto potrete leggere i testi a confronto La pioggia sul cappello di Luciano Folgore e La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio.

La piogga nel pineto -parodia e testo-

Comunque mi piace anche il testo di D’Annunzio, certo mi piace la pioggia, specie in estate, lasciarsi bagnare e amare in un caldo pomeriggio. Questa recitazione mi pare bella!

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate ^_^

Accendere la stufa!

Da una settimana è scattato il lockdown in Lombardia, io ero nella casa di montagna per la raccolta dello zafferano, e qui sono rimasta. Questa decisione è stata presa in accordo dai tre familiari coinvolti: rimanere in questo paesino più a contatto con la natura, vicino ai boschi, più facilitati a muoverci nel comune vasto e poco abitato, ma in particolare perchè qui stiamo bene.

Le temperature si sono abbassate nelle valli e sui pendii delle nostre Alpi, ma da noi, se sorge il sole, è sempre primavera! Quindi si è invogliati ad uscire, camminare, esplorare boschi, pulire campi, raccogliere prodotti del luogo… ma quando ci si ferma è importante sentire un po’ di tepore e riposare.

Una bella stufa accesa è utile e allegra, fa compagnia, con lei non si è mai soli, entrambi ci sentiamo necessari!

Accendere la stufa dunque, o in dialetto talamonese impizzà la pigno, è diventato un rito importante, quando lo faccio mi sento trasportare nella mia casa dell’infanzia per l’effetto madeleine: l’odore della cenere, del fumo che scappa, lo scoppiettio del legno che si consuma, le mani sporche di nero, il caldo che ti avvolge e rosola.

Ok, non è proprio tutto poetico, bassa manovalanza ma non solo, quando si tratta di accendere il fuoco ci vuole anche competenza. Rivedo mia madre al lavoro con umile destrezza nel compiere azioni tanto ripetitive da diventare perfette!

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Altra considerazione: ma come si traducono in lingua italiana i nomi dei materiali e delle azioni necessari ad accendere e mantenere il fuoco in una stufa a legna?

Mi informerò, ma di sicuro io la stufa a legna l’ho vista funzionare

solo in dialetto!

Ecco i nomi scritti correttamente in dialetto e la rispettiva traduzione in italiano (richiesti alla Prof. Nelda che li ha presi dal vocabolario di padre Abramo, l’unico testo a cui si può far riferimento per Talamona):

Spazzööl -> pezzo di asse di legno   – Schéno -> pezzo di legna da ardere   – Cavìc -> legnetto

 

– i spazzööi – la schéno – i cavìc

In effetti non ci sono traduzioni precise, una è un alterato e due sono perifrasi della parola legno:

legnetto, pezzo di asse di legno, pezzo di legna da ardere.

Quindi in italiano non si accendeva realmente una stufa?

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Che dite, può essere una festa antica e magica avere una stufa chiacchierina che ci spia dai vetri della sua fornace?

Allora tagliamo la torta?

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

Da Cevo… nella Valle di Spluga

Scrivevo su facebook domenica 21 giugno alle ore 15:59: ho raggiunto questo mondo grazie alla volontà… e alla mancanza di  rappresentazione del percorso. La rappresentazione me la sono costruita cammin facendo, come pure la volontà si è imposta lungo il percorso.

Dunque l’obiettivo era scoprire la Valle di Spluga, una valle poco nominata, poco frequentata, fuori dalle gite estive. Chissà perchè?

Lo abbiamo scoperto avvicinandoci ad essa. Difficile salita, poche case e quasi completamente abbandonate nel primo nucleo, ridotte a ruderi nel secondo nucleo, dove poi ci siamo fermati.

Nella mappa sopra della Swisstopo viene indicato il Monte Spluga dove altre indicano il Desenico (plastico della Provincia di Sondrio), mentre il Monte Spluga a volte è una seconda denominazione della Cima del Calvo (mappa Konpass):

Salendo ho scattato alcune foto, perchè mi piace e per poter prendere respiro.

Cliccare su una foto per ingrandire, far scorrere la galleria
e leggere le didascalie:

Il ritorno è stato decisamente meno impegnativo, anche se le racchette sono state indispensabili per frenare e rassicurare.

Da Ceresolo ho fotografato le immagini sacre di devozione popolare o lasciate in memoria di persone che hanno perso la vita in questi luoghi, immagino per incidenti causati dalla impervietà del percorso.

Chissà se la prossima volta che ci avventuriamo avremo la volontà di raggiungere i laghi a 2163 m s.l.m.

Link per approfondire: QUI

Carte on line qui

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate

In Val di Mello

 

10 novembre 2019

In Val di Mello, puntando verso est sempre in vista la Cima Cameraccio (2701m) e il Monte Disgrazia (3678m)

In Val di Mello, prima e dopo a confronto, e io che raddoppio gli anni!

Per approfondire:
http://www.paesidivaltellina.it/valmasino.htm#mello

carta on line qui

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate

Libri di Attilio: edizioni a confronto

Sono felice perchè sono riuscita a trovare tre dei quattro libri di Attilio della collana -dodici mesi- che mi mancavano (ne ho parlato qui).

Li ho trovati nelle biblioteche, ma sono di edizioni diverse da quelli che avevo regalato a mio figlio. Quelli del piccolo Sam sono dell’edizione del 1982, quelli presi in prestito sono di edizioni del 1972 e del 1993. Li ho sfogliati e ho colto alcune differenze: l’edizione più vecchia ha i titoli in Corsivo e la storia scritta in normali caratteri minuscoli, quella del 1982 ha i titoli in STAMPATO MAIUSCOLO, ma nel 1993, oltre ai titoli in stampato maiuscolo, ha pure tutti i testi  in STAMPATO MAIUSCOLO. Non mi sono meravigliata molto, perchè ho ricordato che in quel periodo, (anni 90) era diventato “raccomandabile” iniziare l’apprendimento dela lettura e anche della scrittura usando questi caratteri, più semplici da copiare e anche da vedere.

E ora? beh, questa è un’altra storia.

Vorrei invece mostravi le differenze osservate in queste tre edizioni, perchè mi sono sembrate interessanti. Ho costruito una tabella e poi metterò le foto per chiarire le rilevazioni.
Le copertine nelle tre edizioni, notare i caratteri di scrittura:

Le pagine nelle differenti edizioni, ingrandire cliccando sulla foto e notare lo stampato nell’edizione del 1993:

Occhiello iniziale (con indicazione collana), non presente nella prima edizione, che presenta invece nella prime e ultime pagine le illustrazioni delle quattro stagioni (1972):

Occhielli delle due edizioni successive:

Le quarte di copertina con la differenza del prezzo?

Per chiudere questi confronti vi pubblico tre coloriture dei personaggi di Attilio presentati a fine libro. Sono curiose perchè mostrano il proseguire della padronanza di tecnica e precisione nel riempire gli spazi da parte della sorellina Marti (brava neh!)

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Scritto, fotografato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate (mamma e maestra)

 

Mi piacerebbe pubblicare anche le tre storie recuperate in biblioteca, non essendo in commercio dovrebbe essere legale. E, se qualche lettore volonteroso avesse la storia mancante (Febbraio. Evviva il Carnevale) questo ci farebbe un bel regalo a mostrarcela, inviandomela per mail. Indirizzo in home page.

Articolo successivo: Agosto -tre amici nello stagno-

 

 

Protetto: Ciao a Maria (Alicemate)

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Hanging Rock è un “Paese delle Meraviglie”?

1 imm
Festosi cinguettii e scene naturali richiamano alla vita le ragazze del collegio la cui condizione si chiarisce subito al risveglio di un giorno di festa:
“La vita è sogno soltanto sogno, il sogno del sogno”
che come un flauto magico ti attira a seguirla?
Qualcuno riuscirà, altri ne avranno paura o si sacrificheranno per scelta e qualcuno verrà sacrificato per l’ingiustizia del mondo?
“Picnic ad Hanging Rock” è un film di Peter Weir del 1975 tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice australiana Joan Lindsay.
Io ho scoperto sia il film che il libro da cui è stato tratto, dalla lettura di un bellissimo post di giacynta: “rosa” (QUI) che mi ha incuriosito perchè metteva in evidenza alcuni parallelismi con il racconto di Lewis Carroll “Alice nel paese delle Meraviglie”.
Quindi ho visto il film (Qui il link per lo streaming) e sto leggendo il libro.
Alcuni miei abbinamenti con i personaggi di “Alice nel Paese delle Meraviglie”:
(clicca su un'immagine per ingrandire e far scorrere la galleria)
La famosa Alice di Carroll è forte,  curiosa, vivace e la sua avventura è a lieto fine… ma qui?
Il parallelo con Alice va fatto con l’attenta Miranda, la protagonista di questo racconto che osa avventurarsi, ma anche con la giovane Sara che non può andare al picnic, non può più avere lo stesso trattamento delle compagne perchè nessuno paga più la sua retta, tutto si svolge con una sottile e subdola crudeltà che richiama le peggiori forme di persecuzione della “Regina di Cuori”.
Il ruolo di Sara, che passa in secondo piano rispetto alla scomparsa delle compagne sul monte Hancing Rock, mi ha colpito molto. La ragazzina subisce angherie da parte della direttrice che non riuscirà a soppportare, proprio come le compagne che hanno “trovato libertà” nella fuga da un mondo di oppressione anche apparentemente privilegiato e vezzoso.
Dunque  tante “Alici” che gridano i loro diritti?
Tutto appare bello… ma la vera felicità non vive di costrizioni e falsità ma di difficili libertà…
Link:

Questo amore…

QUESTO AMORE

Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando è buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura agli altri
Che li faceva parlare che li faceva  impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo
braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.

testo originale in francese con traduzione

Cet amour 1cet amour 2cet amour 3

– Alicemate compie 1 anno!!!

Compleanno del blog “Alicemate”, il mio spazio virtuale nato per… imparare!!!

Quindi oggi è un anno che “lavoro”, scrivo, leggo, commento, rispondo, rifletto, sorrido, gioisco, mi rattristo, questo, sinceramente molto poco, quasi nulla. Certo non avrei continuato a tenere aperta una casa che mi procurasse crucci, o perlomeno in tal caso mi sarei attivata a fare i debiti interventi di ristrutturazione… Qualche intervento l’ho fatto, certo la manutenzione ordinaria è necessaria come in qualsiasi costruzione che si intenda abitare. Se oltre ad abitarla poi vuoi, vorresti anche accogliere eventuali ospiti, che siano invitati o casuali passanti …

Ricordo come ebbe inizio questa piccola avventura. Era tornato mio figlio da Milano e mi domanda:

– Hai iniziato a lavorare sul blog con il tuo collega? –

– No, Giacomo non ha tempo. –

– Vieni che ti faccio vedere io due cose – Accende il computer e inizia a scrivere e chiedere:

– Username?…

– Che ne so ?-

– E dinne uno –

Beh, per farla breve dico “ALICEMATE” e se non sapete perchè andatelo a leggere sulle pagine di apertura del presente blog.

E da quel giorno in cui, incredula ma convinta, ho iniziato a provare, sbagliare, pasticciare, rifare, scoprendo pian piano, mooolto piano,  i procedimenti per pubblicare  i miei post e per sistemare  e personalizzare la mia nuova casetta virtuale … non ho più smesso di “abitarla”.

Molte sono state le ore trascorse soletta a leggere e, di più, a scrivere… Che bello poter scrivere quello che mi premeva dentro, che solitamente si lascia su un quadernino chiuso in un cassetto…  Adesso se qualcuno casualmente avesse un momento di tempo da “perdere” lo può fare anche leggendo un mio pensiero o un pensiero riportato da me perchè lo condivido, lo amo, lo contesto…

Insomma l’esperienza mi è piaciuta e perciò la ricordo e la festeggio, anzi adesso vado a preparare una torta… eh eh,  e prima di notte ve la offrirò con… un buon tè!

Certo auguri a tutte le Alici, i Cappellai, le Lepri Marzoline, i Conigli Bianchi, gli Stregatti, le Regine di Cuori con consorte e seguito di Carte …. e Topolini, Duchesse,  maialini …..

Ma in particolare a tutti gli ospiti graditissimi, vecchi, nuovi e che arriveranno nel corso del prossimo anno…

Non potevo dimenticare di addizionare auguri per tutti i miei piccoli matematici e anche per i medi, i grandi e i geni della GRANDE MATEMATICA  di cui  sto leggendo su “La matematica non serve a nulla…” di Bolondi-D’Amore  (ne riparlerò).

E con l’augurio che il mio tempo si fermi, non forzatamente all’ora del tè, ma diciamo RALLENTI fortemente per darmi l’opportunità di fare anche le cose ritenute utili e necessarie alla vita quotidiana.

OK  Signor Tempo? Sii un po’ tranquillo anche tu, non correre sempre, non t’arrabbiare, non sfuggire alle richieste di una vecchia Alice, che ha l’età…  di un bebè!!!!!

Pubblico e vado a preparare… aggiornerò …

Ecco la torta e il “festeggiato”… sono proprio da registrare, ma essendo Carnevale, ci può stare???

Beh, non è da pasticceria, ma da…  “fantasia” . Chi vuole passare posso offrire, per gli altri una fettina … virtuale  😉

La “vera” Alice

“Sono stata Alice” di Melanie Benjamin, la biografia romanzata di Alice Pleasence Liddell, una delle eroine più famose della letteratura, che ispirò il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll (Lewis Carroll – pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson)  ...

Per i milioni di lettori che hanno subito l’incantesimo dell’eroina di  Carroll, una storia che esplora la verità al di là dello specchio, il 5 marzo   nelle sale è uscito l’attesissimo film di Tim Burton “Alice nel Paese delle Meraviglie”, in 3D. Per l’occasione, Fazi Editore manda in libreria Sono stata Alice di Melanie Benjamin (traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini).


Il pomeriggio del 4 Luglio 1862, Charles Dodgson e il suo amico Robinson Duckworth portarono Alice, che all’epoca aveva 10 anni, e le sue due sorelle Ina ed Edith a fare una gita in barca sul fiume Isis, durante la quale Dodgson iniziò a raccontare la storia di una bambina che seguì un coniglio nella sua tana. Alice Liddel, affascinata, gli chiese quindi di mettere la storia per iscritto. Gli ci vollero due anni ma alla fine, nel novembre 1864, consegnò ad Alice un manoscritto rilegato in pelle intitolato Le avventure di Alice sotto terra, contenente illustrazioni curate da lui stesso e una fotografia di Alice a sette anni sul retro. Da quel momento fu allontanato dalla famiglia Liddell. Successivamente Dodgson chiese a John Tenniel di curare le illustrazioni del libro. L’Alice che Tenniel dipinse, con i famosi capelli biondi, era ben diversa da Alice Liddell, che aveva capelli corti castani. Intitolato Alice nel paese delle meraviglie, scritto da Lewis Carroll, sin dal 1865, anno della sua pubblicazione, fu un successo immediato tra adulti e bambini. Si vocifera fosse uno dei libri preferiti della Regina Vittoria…

L’AUTRICE – Melanie Benjamin vive a Chicago, dove attualmente sta lavorando al suo secondo romanzo. “Sono stata Alice” è il suo primo romanzo storico ed è in corso di pubblicazione in Australia, Germania, Olanda, Grecia, Portogallo, Polonia, Brasile.

“Alcuni anni fa, mentre vagavo per le sale dell’Art Institute of Chicago, mi imbattei in una mostra molto interessante: Dreaming in Pictures: The Photografy of Lewis Carroll. Conoscevo Lewis Carroll solo come autore del classico Alice nel Pese delle Meraviglie.
Immaginate quindi la mia sorpresa, quando scoprii che le fotografie di Lewis Carroll (o del Reverendo Charles Lutwidge Dodgson, il suo vero nome) erano immagini di ragazzine.
Tra quelle immagini affascinanti, una foto spiccava in particolare. Era la fotografia di una bambina… ma fur
ono gli occhi a colpirmi; scuri, scintillanti, saggi, …

La didascalia diceva che era Alice Liddell, sette anni, figlia     privilegiata del Decano Liddell del Christ Church College di Oxford, dove Dodgson insegnava matematica;  era la bambina che aveva ispirato il libro : Alice nel Paese delle Meraviglie.

Questa era la storia che dovevo scrivere: le avventure di    Alice dopo che aveva lasciato il Paese delle Meraviglie.

Non sono una storica, non sono una studiosa di Lewis Carroll

” Benjamin si ispira a uno dei più famosi legami narrati in un libro per ragazzi, traendo l’emozionante storia di Alice direttamente dalla trama di Alice nel paese delle meraviglie. Concentrando l’attenzione sui tre periodi della vita di Alice, Benjamin ci offre un ritratto raffinato che fonde perfettamente i fatti con la finzione ” ( Publisher Weekly)

“Il romanzo di Benjamin ci lascia intravedere la verità dietro il mistero dei rapporti di Lewis Carroll con la sua musa bambina, Alice Liddell. Anche se permane l’ombra dell’ambiguità, si tratta di una vera storia d’amore, sia pure del tipo che esiste soltanto in una fiaba. Un libro che susciterà un enorme interesse, perché allo stesso tempo cronaca, romanzo e opera di letteratura con una grande dose di suspence” ( Library Journal)

Eppure, anche le favole più belle hanno un prezzo. Nelle vecchiaia Alice Pleasance Liddell dirà: – Santo cielo, quanto sono stanca di essere Alice nel Paese delle Meraviglie. Vi sembro ingrata? Sì, lo so. Ma sono davvero stanca –

L’ultima foto di Alice scattata da Dodgson


… non avevo molta voglia di pubblicizzare questa

novità,  …    ma per correttezza di informazione…

poi … chi lo conosce o l’ha letto ci illumini …


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