Borges, Calvino, Carroll…con Odifreddi

Ho trovato questo articolo di una “vacanza/studio” di Odifreddi e la posto perchè richiederà tempo per  leggere, ascoltare, capire e volendo,  approfondire….          buona “vacanza/studio”         anche a noi 😉

Il cubismo di Picasso e la geometria appaiono essere argomenti afferenti a culture distinte e lontane tra loro, spesso inconciliabili. Questo è ciò che potevamo dire prima di aver ascoltato Piergiorgio Odifreddi alle Vacances de l’Esprit 2007 della Matematica.
Guarda l’intervista a Piergiorgio Odifreddi
Al tempo di Cartesio o di Leibniz non esisteva la separazione tra cultura umanistica e scientifica. Oggi si assiste ad un tentativo, soprattutto da parte del mondo scientifico italiano e internazionale, di ricreare un ponte.

I grandi filoni della cultura umanistica che sono stati affrontati sono le arti figurative, la letteratura e la musica. Se Picasso, Mondrian e Kandinsky non sono sfuggiti alle attenzioni del “matematico impertinente”, anche i sonetti danteschi o la produzione di Borges sono stati oggetto di studio e riflessione.

Vi passo i link per leggere

Italo Calvino …


Italo  Calvino (Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985)

Da  “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979) di Calvino

In una rete di linee che s’intersecano

Speculare, riflettere: ogni attività del pensiero mi rimanda agli specchi. Secondo Plotino (1) l’anima è uno specchio che crea le cose materiali riflettendo le idee della ragione superiore.  …

Appena accosto l’occhio a un caleidoscopio (2) sento che la mia mente … trova immediatamente il procedimento da seguire: non foss’altro che la rivelazione perentoria e labile d’una costruzione rigorosa che si disfa al minimo batter d’unghia sulle pareti del tubo, … La storia di questo oggetto, relativamente recente (il caleidoscopio fu brevettato nel 1818 dal fisico scozzese Sir David Brewster …)

Ma non tardai a indirizzare le mie ricerche verso… le macchine catoptriche del Seicento, teatrini di varia foggia in cui una figura si vede moltiplicata col variare dell’angolatura tra gli specchi.

… il mio intento… ricostruire il museo  del gesuita Atanasius Kircher (3),  autore dell’ “Ars magna lucis et umbrae” (1646) e inventore del “teatro polidittico” in cui una sessantina di  specchietti che tappezzano l’interno di una grande scatola trasformano un ramo in una foresta, un soldatino di piombo in un esercito, un libriccino in una biblioteca.

… Il segreto delle mie ininterrotte vittorie finanziarie… : non pensavo mai al denaro, agli affari, ai profitti, ma solo agli angoli di rifrazione che si stabiliscono tra lucide lastre diversamente inclinate.

E’ la mia immagine che voglio moltiplicare … per nascondere, in mezzo a tanti fantasmi illusori di me, il vero che li fa muovere.

… Queste pagine che sto scrivendo dovrebbero anch’esse comunicare una fredda luminosità di galleria di specchi, dove un numero limitato di figure si rifrange e si capovolge e si moltiplica.


note:

(1) – l’ anima per Plotino ha un ampio tasso di molteplicità : per capire bene che cosa avesse in mente Plotino a riguardo della molteplicità dell’ anima dobbiamo immaginarci uno specchio rotto che moltiplica all’ infinito le immagini ; ebbene l’ anima prende le idee e le moltiplica all’ infinito : se l’ idea di cavallo nel nous é una, essa nell’ anima viene moltiplicata e ci sarà il cavallo bianco, quello nero, quello grosso, quello piccolo e così via .

(2) Il caleidoscopio (dal greco καλειδοσκοπεω) è uno strumento che si serve di specchi e pezzetti di vetro o plastica colorati, per creare infinite strutture simmetriche.

(3) Nato a Fulda, in Germania, il giovane Kircher manifesta precocemente il suo genio,  nel 1634 è a Roma. Qui esprime le sue enormi capacità intellettuali ed inventive. Padre dell’ordine dei Gesuiti, compone opere di ricerca scientifica e letterarie, inventa macchine idrauliche, orologi, studia i geroglifici egiziani, colleziona quadri, oggetti d’arte, e testimonianze che via via i suoi confratelli riportano dalle Missioni per il mondo…



l’ anima ha un ampio tasso di molteplicità : per capire bene che cosa avesse in mente Plotino a riguardo della molteplicità dell’ anima dobbiamo immaginarci uno specchio rotto che moltiplica all’ infinito le immagini ; ebbene l’ anima prende le idee e le moltiplica all’ infinito : se l’ idea di cavallo nel nous é una , essa nell’ anima viene moltiplicata e ci sarà il cavallo bianco , quello nero , quello grosso , quello piccolo e così via .

La scuola… che noia!!

Cercando informazioni su “Il mago dei numeri” un   romanzo-favola che racconta la matematica ai ragazzi   … che trovo??

un’ intervista all’autore, lo  scrittore tedesco contemporaneo Hans Magnus Enzensberge, fatta da Piergiorgio Odifreddi, il matematico di cui vi ho parlato nella pagina

“Alice e la matematica” (vedi Home).

Questa intervista  mi è sembrata  interessante e  “bacchettante”  verso la didattica scolastica…. Enzensberge è tedesco,  magari  sarà solo la loro scuola ad essere tanto

IDIOTA e NOIOSA, come lui la definisce senza mezzi termini !? …

leggete e meditate ma …  meditino in particolare maestri e professori!! 😦

 

Intervista a HANS MAGNUS ENZENSBERGER

… grande il successo del romanzo Il mago dei numeri. Come le è venuto in mente di raccontare la matematica elementare in forma di favola?

Fu una conseguenza della mia irritazione nei confronti della pedagogia scolastica. Quando le mie due figlie tornavano da scuola, mi dicevano: «Ma tu, che sei scrittore, perché non ci scrivi qualcosa che ci diverta, invece di quei noiosi libri di testo?». E l’ho fatto, non solo per la matematica, ma anche per la letteratura: guardi qua, ho appena pubblicato Lyrik/Nervt, Lirica snervante (Hauser, 2004), una cassetta di pronto soccorso per i lettori stressati dalla poesia.

Ma l’autore è Andreas Thalmayr!
Ah, quello è un mio pseudonimo.

Perchè, si vergogna?
No. E’ che io non mi permetto certe cose, mentre quel mio alter ego un po’ più spiritoso, sí.

Lei aveva già anche pubblicato un libro di storia, Ma dove sono finito?(Einaudi, 1998). Ha un progetto universale, di insegnare ai ragazzi tutto lo scibile?

Basta guardare i compiti che vengono loro assegnati, quando tornano a casa da scuola! Una noia, una pura routine: la matematica è insegnata come una collezione di ricette da applicare meccanicamente, senza capirci nulla. Questo non stimola nessun interesse in una persona intelligente, che non capisce perché non dovrebbe usare la calcolatrice tascabile per fare meglio le stesse cose. E’ mortale, è idiota, è cretino, e non c’entra niente con la matematica!

Quindi, voleva far vedere che cosa è interessante nella matematica.
Certo. Cercare di mostrare le idee brillanti o geniali che stanno dietro le tecniche, come l’uso dei logaritmi. E la stessa cosa vale per la poesia, che viene anch’essa distrutta dalla scuola.

Il nuovo libro sulla poesia è già tradotto in italiano?
No, anche perché gli esempi sono tutti tedeschi. Dovrebbe rubarmi l’idea e farne uno analogo.

Ci penserò: se un poeta ha scritto un testo di matematica, perché un matematico non dovrebbe scriverne uno di poesia? (…..)

(Piergiorgio Odifreddi, L’Espresso, 11/06/04)

Adesso vi passo un breve testo scritto di una brava blogger Maria (non io) che sul suo blog  “Skip blog“…  racconta e ci fa un po’ sorridere e un po’  no  ?? …

“… Da piccola apprendevo facilmente i meccanismi operativi ma  avevo difficoltà nel risolvere i problemi. Nei testi c’erano sempre una mamma che andava a fare la spesa e un fruttivendolo che vendeva mele e pere, fiori che, liberati dai mazzi, si moltiplicavano per essere poi distribuiti  nei vasi, caramelle regalate dalla nonna e mangiate da voraci nipoti, figurine che entravano e uscivano dagli album. Negli anni delle scuole medie, forse maturando un po’, si sbloccò la logica.
Tra fiumi di vino travasati dalle e nelle damigiane, lunghe distanze percorse dal signor Caio su e giù per l’Italia e innumerevoli camion che trasportavano di tutto mi districavo nelle equivalenze, saltellavo tra numeratori e denominatori , aprivo e chiudevo parentesi operando tra polinomi, ruotavo la testa negli angoli e sul quadrante dell’orologio, scioglievo nella mente ettometri di rete per recintare campi di patate di varie forme di cui poi dovevo calcolarne la superficie, disegnavo maldestramente  cubi  appoggiati su  parallelepipedi o  sormontati da piramidi .Finalmente la matematica iniziò a piacermi grazie soprattutto ad un’insegnante, che sapeva spiegarla e motivarmi, e a mio fratello che di sera smetteva di scrivere velocemente indecifrabili numeri e formule per aiutarmi nei compiti.”

Beh!! , povera scuola… vediamo di darci una scrollata da sto vecchiume!!! 😉

IO PROMETTO CHE,  nel mio piccolo,  MI IMPEGNERO’ ….

James Joyce

James Augustine Aloysius Joyce(Dublino, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941)

Dall’ “Ulisse” di Joyce

… Giunto agli scalini del quarto dei numeri dispari, numero  7 di Eccles street, egli inserì meccanicamente la mano nella tasca posteriore dei pantaloni per raggiungere la chiave di casa.

… Cadde egli?  Con tutto il suo peso noto di centocinquantotto libbre della scala avoirdupois, testificata dalla macchina graduata automatica per la pesatura periodica … al 19 di Frederick street, nord, il giorno dell’Ascensione ultimo scorso, ciò è a dire, il dodicesimo giorno di Maggio dell’anno bisestile 1904 dell’era cristiana ( era ebraica cinquemilaseicentosessantaquattro, era maomettana milletrecentoventidue ) numero aureo 5, epatta 13, ciclo solare 9, lettere dominicaliC B , indicazione romana 2, periodo giuliano 6617,  MXMIV.

… Come presero congedo, l’uno dall’altro, sulle mosse di separarsi?  Rimanendo perpendicolari alla stessa porta e su lati differenti della sua base, le linee delle loro braccia valedicenti incontrandosi ad un qualsiasi punto e formando un qualsiasi angolo minore della somma di due angoli retti.

… La necessità dell’ordine, un posto per tutto e tutto al suo posto

… Quali attrazioni aggiuntive poteva contenere la proprietà?  Come addendi, un campo di tennis e di palla a maglio, un vivaio di arbusti, una serra estiva con palme tropicali,… aiuole ovali su prati rettangolari con ellissi eccentriche di tulipani rossi e gialli, scille azzurre, crochi, …

… In abiti ampi di pura lana con berretto di Harris tweed, prezzo 8 scellini e 6 pence e opportune scarpe di giardinaggio,… spingendo una carriola di  erbacce senza eccessiva fatica, al tramonto, in mezzo al profumo di fieno falciato di fresco, moltiplicando la propria saggezza, raggiungendo la longevità.

… Quali mezzi rapidi ma insicuri di far fortuna avrebbero facilitato un acquisto immediato?  … Un contratto con un contraente sconsiderato per la consegna di 32 partite di una determinata merce in ragione di un pagamento in contanti alla consegna, al tasso iniziale di 1/4 d. in progressione geometrica crescente di 2 (1/4 d. 1/2 d., 2d., 4d., 8d., 1s. 4d., 2s.,8d. fino a 32 versamenti). Un progetto ben studiato in base al calcolo delle probabilità per far saltare il banco di Montecarlo. Una soluzione del secolare problema della quadratura del circolo, premio governativo di 1.000.000 di lire sterline.

Trilussa

Carlo Alberto Salustri, più conosciuto con lo pseudonimo di Trilussa -anagramma del cognome -, (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950),

Li nummeri

“Conterò poco, è vero” diceva l’Uno ar Zero:

“ma tu che vali? Gnente: proprio gnente
sia nell’azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
E’ questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
Che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso”.

Rainer Rilke – Lou Salomé

Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Montreux, 29 dicembre 1926)

Lou Andreas-Salomé (San Pietroburgo, 12 febbraio 1861 – Gottinga, 5 febbraio 1937)

Dall’ “Epistolario”  di Rainer Maria Rilke e Lou Andreas Salomé

…  è anche strano vedere che le sue parole ( di Jacobsen) e quelle di Rodin concordano esattamente, spesso fino all’ identità; e allora si prova quella sensazione di cristallina chiarezza che nelle dimostrazioni matematiche procura l’attimo in cui due linee lontane, quasi provenienti dall’eternità, si incontrano in un punto, o quando due grosse cifre complesse, che non si somigliano, si semplificano contemporaneamente per riconoscere insieme un unico semplice segno come loro momento comune. Da una simile esperienza si trae una gioia stranamente integra. …

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