Viaggio in Italia con Simone Weil

Un anno fa, in attesa del treno per tornare a casa, entrai alla libreria Feltrinelli -solo a curiosare- perchè di libri ne avevo già acquistati al Convegno per cui ero appunto a Milano. Gironzolando vidi sugli scaffali un libro dal titolo “Viaggio in Italia” di Simone Weil. Non è stato il contenuto ad incuriosirmi particolarmente, ma il fatto che l’avesse scritto la famosa Simone che sapevo essere stata una donna eccezionale. Lo sfogliai, lo fotografai e tornai a casa. Ogni tanto ripensavo al libro per il desiderio di cominciare a conoscere la filosofa Simone, iniziando da un suo viaggio reale e non da quelli del suo pensiero. Per Natale ho deciso di acquistarlo, ma ho preso l’occasione della sfida lanciata dalle sorelle GG sui social¹ per iniziare a leggerlo. Non lo volevo fare perchè ne avevo già parecchi in lettura… ma ora sto leggendo la Weil e gli altri, attendono.

Già alle prime pagine mi accorgo che anche nelle lettere che scrive all’amico Jean Posternak si riconosce una personalità squisita, felice, curiosa, straordinariamente profonda e colta. Le osservazioni e le emozioni che comunica al lettore sono tante e la lettura diventa sempre più lenta perchè dirottata ad approfondire, a capire, a conoscere chi e cosa la interessa, cosa la turba, cosa la fa innamorare o arrabbiare.

Prendo nota di alcune sue frasi che mi colpiscono, per la forma, per la cultura, per la franchezza, la freschezza, l’ironia e l’allegria con cui comunica. Ecco, credo di aver trovato un’altra “maestra”, una maestra difficile, scomoda ma comprensiva, stimolante e originalissima.

Dalle lettere all'amico Jean Posternak e alla sua famiglia. 

Le annotazioni le inserisco insieme per maggior chiarezza, sono indirizzate dai medesimi posti e parlano degli stessi fatti, anche se in modi differenti.

(Le lettere all’amico iniziano a pag. 31; le lettere alla famiglia iniziano a pag. 57)

 Milano, aprile 1937

“Caro amico,

eccomi a Milano, è incredibile, ma non ho ancora del tutto dimenticato quelli che languiscono tra le brume del Nord. … Milano è una città popolosa di quelle che piacciono a me, e sento che tra qualche giorno mi sembrerà di esserci nata. La popolazione di qui è veramente simpatica.”   (pag. 31-32 )

“Cara famiglia,

vi ho già scritto da qui ma, dopo essere rimasta per un po’ in tasca, la lettera è fuggita verso ignoti destini. Che sfortuna, meno male che il contenuto non era compromettente. Mi trovo ancora a Milano perchè in questi giorni sta piovendo, e  ciò rende il soggiorno, in una città grande come Milano, più piacevole delle passeggiate in Toscana e in Umbria. E poi, in fondo, non avevo voglia di lasciare Milano. Mi piace tanto, tanto. Senza contare che, tutto sommato, non trovo un motivo plausibile per non passare tutta la vita a Santa Maria delle Grazie, davanti al Cenacolo… Mi sento a casa mia a Milano, come se ci fossi nata…   Il giorno dopo il mio arrivo sono andata ad ascoltare l’Aida di Verdi alla Scala… sono tornata alla Scala per “L’Elisir d’amore” di Donizetti: assolutamente delizioso! … In fondo, a parte Wagner, in fatto di opera lirica, sopporto soltanto i soggetti umoristico-sentimentali” (Rossini e Mozart) …”(pag. 58 )”

Anch’io ascolto “L’Elisr d’amore” di Gaetano Donizzetti su Youtube, molto piacevole e con sottotitoli, al delizioso non so arrivarci e forse non amo particolarmente le opere buffe!

Firenze, maggio 1937

La similitudine con Elettra, come figura di tristezza, di schiavitù mi ha fatto leggere “Il mito di Elettra“²

Io sono stata a Firenze tre volte, ma mai nella Cappella Medicea, mentre lei scrive:

“Finora ho passato delle ore soprattutto nella Cappella Medicea. Non mi aspettavo l’effetto che ha prodotto in me. … Quando sto là non trovo necessario andare altrove per vedere altre cose.” pag.60

Dunque mi informo sulla Cappella (qui), osservo le quatto Allegorie del Tempo, di Michelangelo, in particolare La Notte (qui) e L’Alba, entrambe citate da Simone Weil. Per cogliere la forza e la tristezza sprigionata dalle mani del suo artista, provo a disegnare La Notte copiandola da internet. L’ho costruita con leggerezza e stupore, scoprendone le forme, le posture, i muscoli e i simboli della notte scolpiti negli spazi del suo sonno. Ora la conosco meglio, ma forse un giorno l’andrò a vedere.

“Firenze è la mia città. … Non ho il cuore libero per amare Venezia perchè Firenze me l’ha catturato. Io non visito le città, lascio che entrino dentro di me, per osmosi. Ho contemplato a lungo la “Lezione di Musica” del Giorgione a Palazzo Pitti (non so chi siano quegli idioti che, da qualche tempo, l’attribuiscono a Tiziano). (pag.37)

Agli Uffizi vi ho trovato il Cavaliere di Malta, L’Annunciazione di Leonardo da Vinci, una quantità di Tiziano. La sala Botticelli è impressionante, soprattutto La Primavera. Ma niente di tutto questo, nemmeno lontanamente, vale Il Concerto.” (pag. 60-61)

Insomma sono dovuta andare a vedere di che quadro si trattasse (qui e qui). Innanzi tutto ha diversi titoli, oltre alla mancaznza di certezza sul suo autore. A me è piaciuto il titolo “Concerto interrotto” e ho voluto copiare uno dei tre personaggi raffigurati, quello in centro, che continua a suonare da solo. Avrei voluto disegnare solo le mani che suonano e quella sulla spalla, ma poi si è formato tutto il suonatore. Il risultato del mio schizzo a penna e pastelli è abbastanza insolito.

Simone Weil continua a raccontarci di Firenze e delle sue predilezioni:

“Ho provato una tenerezza particolare per il Perseo di Benvenuto Cellini, sotto l’incantevole Loggia dei Lanzi, e soprattutto per le figure che si trovano alla base (la vergine nuda, il genio senza ali che spicca il volo, ecc) (pag. 37)

La vergine è Pallade, che dona a Perseo lo scudo con cui riuscirà a vincere la Medusa. Nell’atto di porgerglielo, la dea pronuncia in latino le parole riportate nell’iscrizione: Io, tua casta sorella, ti offro questo scudo perchè tu vinca.

Io scopro Il Perseo come se non lo avessi mai visto, in realtà non sapevo guardarlo. Ricerco immagini che lo ritraggono da varie angolazioni, ma non riesco a vedere tutto quello che lei ha osservato, leggo la storia e le vicissitudini del suo costruttore e della sua lavorazione.³

Roma, maggio 1937 (Pag. 62, 63, 64)

“Eccomi a Roma da tre giorni e mezzo e ho la sensazione di esservi da un lungo periodo. Mi sono sentita a mio agio a Roma, forse perchè ho potuto subito ascoltare della buona musica. … Arrivata a Sant’Anselmo (un puro gioiello di monastero benedettino, proprio a strapiombo sul Tevere) alle sei, giusto all’inizio di una cerimonia liturgica (con canto gregoriano). … L’indomani messa di Pentecoste a San Pietro. … Se il paradiso somiglia a San Pietro, durante i cori della Sistina, vale la pena di andarci.”

Simone non era religiosa, nel senso che non professava nessuna religione, ma a Roma, anche sede del Capo della Cristianità, ha trascorso ore ed ore nelle chiese ad ascoltare musica sacra, Messe e Vespri. Percorre a piedi Roma dove ritrova la storia e l’arte ovunque, visita più volte i musei.

“Oggi ho trascorso tre ore ai Musei Vaticani, nessuno mi aveva informato che nella pinacoteca c’è un San Girolamo di Leonardo da Vinci, dipinto su legno, straordinario, e per il quale darei in cambio venti volte tutto il resto della Pinacoteca.”

Ed eccomi a ricercare questo San Girolamo, un penitente che si flagella nel deserto in compagnia del suo leone… Mah, certo sappiamo quanto Simone cercasse di provare le privazioni, le fatiche, le umiliazioni… per capire i più poveri e diseredati, leggiamo con quanta sofferenza nella malattia abbia dovuto convivere e combattere fin dall’infanzia, e conosciamo la verità di quanto il dolore si possa avvicinare alla beatitudine e la grande felicità possa ferire come il dolore… ma per trovare sublime questa immagine bisogna essere molto profondi e mistici.

Certamente colpisce la forza fisica nella sofferenza spirituale dell’eremita e santo, in contrasto con la forza fisica nella tranquilla e naturale presenza del leone nel deserto.

Sempre nella lettera ai suoi famigliari Simone Weil scrive:
“Quel San Girolamo, Il Concerto di Giorgione di Palazzo Pitti e il Cristo in scorcio di Brera (Il Cristo Morto di Andrea Mantegna nella Galleria di Brera a Milano), saranno i tre ricordi veramente intensi che conserverò delle collezioni italiane di pittura.

Firenze, 3 giugno 1937

“Tornata a Firenze, mi è parso di trovare la mia città natale, dopo un breve viaggio: in nessun altro posto mi sento a casa mia come quì. Ho di nuovo contemplato Il Concerto di Giorgione, la Cappella Medicea, il David, San Miniato. Domani “L’incoronazione di Poppea”, all’anfiteatro di Boboli, con Palazzo Pitti come fondale, sotto un cielo stellato, è una di quelle meraviglie di cui ci si ricorda per tutta la vita. Penso che tornerò a vederla.” (pag. 66)

Parigi, estate 1937

Caro amico, … Il sentimento con il quale penso all’Italia può essere espresso solo con la parola “heimwed” (nostalgia). … Da quando sono tornata dall’Italia – tra parentesi, essa ha risvegliato in me la vocazione per la poesia, rimossa durante l’adolescenza per svariati motivi – ho contratto due amori. Uno è Lawrence d’Arabia, l’altro è Goya. …   Devo parlarle della Francia?

Nel 1938, Simone Weil tornerà in Italia. In questo secondo viaggio sarà anche a Venezia, da qui non lascierà nessuna corrispondenza o appunto, i genitori sono spesso con lei, ma non ci sarà nessuna lettera nemmeno per l’amico Jean. Scriverà invece un poema: “Venezia salva. Simone teneva molto a questo dramma, dove avrebbe voluto dare il meglio di sè, attraverso la riscoperta poesia. sulla forza e la grazia. Leggo a pag. 79, 80, che se amò Firenze di una passione solare, Venezia fu la città italiana la cui memoria segreta, intima e indicibile, portò sempre con sè.

Oggi ho ricevuto il libro Venezia Salva tradotto da Cristina Campo. Un regalo perfetto per continuare “il viaggio in Italia” con la straordinaria guida di Simone Weil.

Trovo su youtube il film di Luca Ronconi che mette in scena il dramma di Simone Weil in modo fedelissimo, leggendo e interpretando le parole della Weil tradotte da Cristina Campo. Perfetto! Lo seguo, leggo e ascolto, ascolto e guardo… sono fortunata. (sotto il link al film completo)

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Note:

¹ La mia breve registrazione per la sfida che ha fatto iniziare la lettura del libro dellaWeil, utilizzata per documentarla su Instagram e Facebook (#14momentixme). La lettura che sentite nel video è stentata perchè ero disagiata nel voler riprendere il libro e leggerlo, non vedevo bene insomma, ma lo scritto lo trovate quasi tutto sopra.

² Il mito di Elettra (Eschilo – Sofocle – Euripide) qui

³ Il Perseo qui  e qui Benvenuto Cellini qui

Libri letti o visionati intorno a Simone Weil

– Viaggio in Italia; Simone Weil; a cura di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito; ed. Castelvecchi

– L’ombra e la grazia; Simone Weil; a cura di Georges Hourdin e Franco Fortini; testo francese a fronte curato da Gustave Thibon; ed. Bompiani

– A un giorno; Simone Weil; ed. Acquamarina (poesie)

– Il mito di Elettra; Eschilo – Sofocle – Euripide

– Venezia salva, tragedia in tre atti; Simone Weil; traduzione e introduzione di Cristina Campo

Opere, film e documentari (su Youtube)

–  Opera comica “L’elisir d’amore” (sottotitoli italiano) di Gaetano Donizetti -i una bella esecuzione
interpreti: Nemorino: Rolando Villazon, Adina: Anna Netrebko, Belcore: Leo Nucci, Dulcamara: Ildebrando d’Arcangelo. Coro e orchestra :Wiener Staatsoper diretto da Alfred Eschwè

– “L’incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi (1567-1643)

Le stelle inquiete. Film biografico su Simone Weil. Gustave Thibon, il proprietario della tenuta dove Simone va a provare a fare la contadina, riceverà da lei dei manoscritti con i quali poi lui pubblicherà il libro “L’ombra e la grazia”

Olocausto privato. Ipotesi su Simone Weil.  Un documetario con spezzoni di film, testimonianze di persone che l’hanno conosciuta o studiata. Molto interessante.

Profili di protagonisti: Simone Weil. Il programma “profili di protagonisti” (Rai, 1969) ripercorre vita e opere della filosofa francese.

film VENEZIA SALVA dal testo di Simone Weil, regia di Luca Ronconi

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

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