Accendere la stufa!

Da una settimana è scattato il lockdown in Lombardia, io ero nella casa di montagna per la raccolta dello zafferano, e qui sono rimasta. Questa decisione è stata presa in accordo dai tre familiari coinvolti: rimanere in questo paesino più a contatto con la natura, vicino ai boschi, più facilitati a muoverci nel comune vasto e poco abitato, ma in particolare perchè qui stiamo bene.

Le temperature si sono abbassate nelle valli e sui pendii delle nostre Alpi, ma da noi, se sorge il sole, è sempre primavera! Quindi si è invogliati ad uscire, camminare, esplorare boschi, pulire campi, raccogliere prodotti del luogo… ma quando ci si ferma è importante sentire un po’ di tepore e riposare.

Una bella stufa accesa è utile e allegra, fa compagnia, con lei non si è mai soli, entrambi ci sentiamo necessari!

Accendere la stufa dunque, o in dialetto talamonese impizzà la pigno, è diventato un rito importante, quando lo faccio mi sento trasportare nella mia casa dell’infanzia per l’effetto madeleine: l’odore della cenere, del fumo che scappa, lo scoppiettio del legno che si consuma, le mani sporche di nero, il caldo che ti avvolge e rosola.

Ok, non è proprio tutto poetico, bassa manovalanza ma non solo, quando si tratta di accendere il fuoco ci vuole anche competenza. Rivedo mia madre al lavoro con umile destrezza nel compiere azioni tanto ripetitive da diventare perfette!

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Altra considerazione: ma come si traducono in lingua italiana i nomi dei materiali e delle azioni necessari ad accendere e mantenere il fuoco in una stufa a legna?

Mi informerò, ma di sicuro io la stufa a legna l’ho vista funzionare

solo in dialetto!

Ecco i nomi scritti correttamente in dialetto e la rispettiva traduzione in italiano (richiesti alla Prof. Nelda che li ha presi dal vocabolario di padre Abramo, l’unico testo a cui si può far riferimento per Talamona):

Spazzööl -> pezzo di asse di legno   – Schéno -> pezzo di legna da ardere   – Cavìc -> legnetto

 

– i spazzööi – la schéno – i cavìc

In effetti non ci sono traduzioni precise, una è un alterato e due sono perifrasi della parola legno:

legnetto, pezzo di asse di legno, pezzo di legna da ardere.

Quindi in italiano non si accendeva realmente una stufa?

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Che dite, può essere una festa antica e magica avere una stufa chiacchierina che ci spia dai vetri della sua fornace?

Allora tagliamo la torta?

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Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^