A Calenzano, sui passi di don Lorenzo Milani

dalla biografia di don Milani

 

 

 

 

Il 15 maggio sono stata a Calenzano, prima tappa di un percorso nei luoghi di vita e di scuola di questo Priore così citato, ma forse poco conosciuto nell’ambiente della scuola Primaria, nonostante molte scuole siano intitolate a questo maestro speciale, speciale perchè non maestro di professione, ma un prete motivato a cambiare le condizioni degli ultimi, degli emarginati, un innovatore, creatore di metodi e strumenti per dare istruzione e cultura ai ragazzi, proprio a quelli per cui oggi si fanno innumerevoli certificazioni.

A Calenzano sono salita su un colle dove si trova la Chiesa e la canonica e dove don Lorenzo aveva aperto la scuola popolare serale per chi non aveva neanche il diploma di quinta elemenare, contadini e operai. La scuola si teneva in tre stanze che davano sul chiostro di fianco alla chiesa. Alla scuola popolare di San Donato non c’era tempo per giocare, e un giorno, pallone e maschera da scherma e fioretti e sciabole e attrezzi da ping pong, finirono nel pozzo profondo della canonica.

Alcune foto scattate da me (cliccare su una e far scorrere la galleria):

Due filmati trovati in rete su Calenzano :
1)- Sulle tracce di don Lorenzo Milani – don Ciotti incontra gli ex allievi di don Milani per una preziosa testimonianza.

2) Spettacolo “Don Milani un viaggio lungo un mondo”, un bel racconto sul sagrato della chiesa di San Donato:

http://www.donmilaniteatro.it/spettacolo.html

Per la passeggiata fra i due campanili e la storia degli antichi campanilismi di Calenzano  QUI

Firenze ora e nelle vecchie foto

Un giretto a Firenze mi ricorda di essere già passata da alcuni posti durante una gita scolastica in quarta magistrale.

Sono passati 43 anni e un confronto di foto è curioso!

Dopo una cenetta alla trattoria tipica L’Oriuolo, con un buon “peposo”, citato dalla guida Francesco al Duomo di Santa Maria del Fiore, un giro notturno lungo L’Arno, e ricordo l’immagine di una foto “sul muretto” con vista sul Ponte Vecchio!

foto di oggi e nell’album dei ricordi:

In piazza della Signoria ricordo una foto con un cavallo, ma oggi, fortunatamente, mi pare di non vederne… invece eccone uno! mi avvicino per la foto, ma accidenti, sul carretto sono appena saliti due turisti e ops, sfuma il mio progetto di ritorno virtuale nel tempo!

oggi e ricordi :

Non solo manca il cavallo, nemmeno la fontana di Nettuno mi fa da sfondo, è coperta per restauro, quindi eccomi tutta sola (beh sola) comunque senza cavallo e senza Nettuno e anche “senza sole”, ma il Palazzo Vecchio c’è!

Un’altra foto della gita scolastica era stata scattata in Piazza della Signoria con le statue poste all’ingresso di Palazzo Vecchio, Ercole e Caco e il David di Michelangelo, che nella vecchia foto viene proprio nascosto da me (fotografo distratto?)

oggi e dai ricordi:

 

Essendo una giornata un po’ piovosa, niente giardini come da programma, ma in cammmino per vie, piazze e Chiese!

Chi conosce questa spigolo di una facciata? è quello della Chiesa più antica di Firenze: San Lorenzo!

Foto dall’album dei ricordi (il ragazzo cinese, appena conosciuto, nella foto fa trend!)

Anche ora la ammiriamo, le giriamo intorno, scoprendo cupole e  anche il mercato di San Lorenzo.

Foto di oggi:

C’è infine una foto scattata nella gita scolastica del ’75 all’ingresso di una chiesa, ma non sono riuscita a capire di quale chiesa si tratti; qualche conoscitore di Firenze me lo potrebbe svelare? Probabilmente non l’ho rivista nel giro attuale, oltre a non avere un cappello! Chissà di chi era? certo non mio, come non miei erano gli occhiali. Tutti prestiti per fare foto più “fashion”!

Ciao da Mery (alle magistrali) Alicemate (nel blog) Maria Valenti (nei certificati)

Piante e fiori

È da un po’ di tempo che sto rimuginando intorno all’idea di scrivere qualcosa sulle mie piante, mie perchè ricevute in dono o scelte e acquistate per differenti motivi; mi piacerebbe provare a parlarne.

Perchè parlare di piante? non sono un’esperta, non sono cresciuta con un giardino, nè in un ambiente con la cultura dei fiori. I fiori li ho scoperti solo in età adulta. Certo da bambina mi capitava di raccogliere margherite da spetalare con “m’ama, non m’ama” – chi poi? un’amichetta o il principe dei sogni? – oppure disporre le ortensie di differenti tonalità di azzurro nei vasi dell’altare per la messa domenicale o nello studio della superiora della colonia estiva, dove trascorrevo le vacanze.

Poi i brevi studi alternati ai primi lavori retribuiti, con un’ alternanza stretta da non lasciar spazio alla contemplazione, compresa quella floreale. Ricordo con apprensione quando mi si richiedeva di andare a prendere qualche rametto di un’erba aromatica per la cucina: salvia, rosmarino, timo, basilico, maggiorana, alloro… c’era una bordura rocciosa nel cortiletto defilato dove crescevano un po’ disordinatamente, il romarino aveva gli aghi come il pino, la salvia aveva foglie vellutate, il resto era fortuna!

In casa mia, dell’orticello e del campetto di patate non mi impicciavo, nessuno me lo chiedeva e non era certo un luogo di attrazione giovanile, nei pochi anni vissuti lì. Quello che mi interessava erano l’albero di fichi, di pesche, il piccolo caco e quell’unica pianta di uva rossa da tavola, di cui attendevo la dolce maturazione.

Poi si va in appartamento e la vita agreste si riduce al piccolo orto assegnato fra gli altri, che problema! Qui c’era pure l’ansia del confronto con quello dei vicini: certi orti erano rigogliosi e impreziositi da tanto ordine da sembrare aiuole o “orti didattici”.

Avevo vent’anni quando iniziai ad apprezzare la bellezza dei fiori, di quelli sui balconi e da appartamento, con i primi esperimenti di moltiplicazione per talea di piantine di facile cura.

Foto floreali dagli album

Quindi i primi regali floreali, le piante importanti per il matrimonio e mi scopro capace di farle sopravvivere… così, timidamente comincio ad intravedere la seconda parte del meraviglioso “mondo di  Confucio”

Io chiedo a Dio nient’altro che una casa piena di libri e un giardino pieno di fiori.

(Confucio filosofo cinese 551 a.C. – 479 a.C.)

——————————————————-

p.s. questa è dunque una premessa, delle piante alla prossima, da quale partire? Lasciamo decidere l’ispirazione!