A Ventimiglia come nel Paleolitico

A Ventimiglia impronte di mani sugli scogli (con Vauro Senesi, ilfattoquotidiano.it/2015/06/26)

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mani sugli scogli

I migranti, sugli scogli di Ventimiglia, si trovano proprio davanti alla grande grotta paleolitica posta sullo strapiombo di falesia, nella quale ha vissuto (o almeno è transitato) l’Homo Sapiens lasciando numerose testimonianze in manufatti, graffiti e sepolture. (articolo di Paolo Andreozzi, 16.06. 2015 )

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Il fatto:

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View of the camp set up by migrants, at the Franco-Italian border in Ventimiglia, Italy, Saturday, June 20, 2015. European Union nations failed to bridge differences Tuesday, June 16 over an emergency plan to share the burden of the thousands of refugees crossing the Mediterranean Sea, while on the French-Italian border, police in riot gear forcibly removed dozens of migrants. (AP Photo/Thibault Camus)

 

L’insostenibile leggerezza dell’essere (1)

sabato 20 giugno 2015

Stasera mi sento leggera!

sentirsi in vacanza… aprire un libro e… condividere pensieri, parole ed emozioni

…” provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore. Questa compassione designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti è il sentimento supremo. …

al barTereze cercava di vedere se stessa attraverso il suo corpo.  Quando ci riusciva era un momento di ebrezza: l’anima saliva sulla superficie del corpo, come quando un equipaggio irrompe dal ventre della nave, riempie tutto il ponte di coperta, agita le mani verso il cielo e canta.

Così era accaduto il giorno in cui aveva incontrato Tomáš per la prima volta. In quel bar nessuno aveva mai aperto un libro sul tavolo. Il libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un’unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale.

Le parlò con voce gentile e Tereza sentì la propria anima precipitarsi alla superficie attraverso tutte le vene, tutti i capillari e tutti i pori, per mostrarsi a lui.

anna karenina 2Lui era seduto su una panchina gialla… proprio su quella panchina si era seduta lei il giorno prima con un libro in grembo!  Lui la chiamò, la invitò a sederglisi accanto. (l’equipaggio della sua anima si precipitò  sul ponte di coperta del suo corpo).

dal film..

Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia.

Molto più del biglietto da visita che lui le ha dato all’ultimo momento, è stato il richiamo di quelle coincidenze (il libro, Beethoven, il numero sei, la panchina gialla) a darle il coraggio di andar via  di casa e di cambiare il proprio destino.

Sono state quelle poche coincidenze a mettere in moto il suo amore e a diventare fonte di un’energia che essa non esaurirà fino alla fine della sua vita.”

 

Edipo Re -Sofocle-

lunedì 22 giugno 2015: stasera mi sento pesante… sono sempre in vacanza, ho sempre un libro da leggere, ma l’equipaggio della mia anima è sottocoperta, chissà quale colpa o timore o tensione l’hanno spaventato?

Un brindisi all’amore, che spesso culmina in un matrimonio, che poi forse non sarà felice come il coraggio che lo fa credere… ma la vita è fatta di tante intime emozioni, che anche immagini di un film o parole di un libro sanno moltiplicare… e la musica e il silenzio.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera, 1982

L’insostenibile leggerezza dell’essere film di Philip Kaufman (1988)