Incontro con Wittgenstein

P1090001… e finalmente incontro Wittgenstein: ricco  infelice, ingegnere  filosofo, solitario rompiscatole, impaziente e testardo , fragile e coraggioso,  soldato temerario e spaventato, che proverà a fare il maestro elementare, il giardiniere, l’architetto…

bisogna essere molto folli quando si è sazi per fare le sue scelte…

  però, quali opportunità offre la vita quando si è sazi e folli!!!

Da “Wittgenstein – il dovere del genio- (biografia di Ray Monk)

Ho avuto bisogno di fissare alcuni passaggi perchè li ho trovati curiosi e vicini al mio piccolo mondo: la scuola, l’Italia, la 1^ guerra mondiale, la pittura di Klimt ammirata a Vienna pochi anni fa a Schönbrunn… l’ambiente dei giovani intellettuali inglesi con Bertrand Russell e Ottoline Morrell, dove pochi anni dopo sarebbe entrata anche  Virginia Woolf e sua sorella Vanessa…

“Il 29 ottobre 1918 L. Wittgenstein stava sul fronte italiano, Kurt Wittgenstein, fratello di Ludwig, si spara un colpo alla tempia perché i suoi uomini non rispondono più ai suoi ordini, molti soldati dell’esercito austriaco infatti avevano avuto un mutamento di ideali e disertavano…  L. Wittgenstein, in Trentino viene fatto prigioniero con altri 500.000. Dopo la cattura, fu inviato in un campo di prigionieri di guerra nei pressi di Como, dove fece la conoscenza di due ufficiali coi quali sarebbe rimasto in rapporto di amicizia negli anni a venire: lo scultore Michael Drobil e l’insegnante Ludwig Hansel.

Margarethe ritratta da KlimA quanto racconta Hermine Wittgenstein (sorella di Ludwig), Drobil si era convinto che Wittgenstein era di umili origini dato l’aspetto trasandato e particolarmente dimesso. Ma un giorno la conversazione cadde su Klimt e sul suo ritratto di una certa signorina Wittgenstein  (1) e, con grande stupore di Drobil, Wittgenstein si riferì al quadro come al “ritratto di mia sorella”; al che Drobil incredulo non potè fare a meno di esclamare: “Così saresti un Wittgenstein, tu?!”

[…]

Nel gennaio 1919 Wittgenstein, unitamente a Drobil e Hansel, fu trasferito nel campo di prigionia di Cassino, dove rimarranno, come merce di scambio degli italiani, fino ad agosto.

Fu nel periodo di prigionia trascorso a Cassino che Wittgenstein decise che al ritorno a Vienna avrebbe seguito il tirocinio per diventare maestro elementare.  A quanto però riferisce lo scrittore Franz Parak, che nel campo di prigionia di Cassino strinse una breve amicizia con Wittgenstein: “In realtà – mi disse – preferirei diventare sacerdote, ma anche come maestro leggerò il Vangelo assieme ai bambini”.

Nel mese di febbraio, Wittgenstein ebbe modo di inviare una cartolina a Russell in cui diceva: “Sono prigioniero in Italia da novembre e spero di riprendere a comunicare con lei dopo tre anni di interruzione.”  … La cartolina riuscì in qualche modo a pervenire a Russell al Garsington Manor, dove era ospite di Ottoline Morrell… Russell usciva da un periodo altrettanto duro, anche se per motivi diversi.  A quarantadue anni era troppo vecchio per essere arruolato, ma data la sua radicale opposizione alla guerra perse il posto di lecturer al Trinity College di Cambridge ed ebbe condanne e sei mesi di prigionia per il suo operato in campo pacifista…

 

(1) Ritratto di Margaret Stonborough – Wittgenstein dove Klimt  ritrae Margarethe Wittgenstein, sorella di Ludwig, la stessa per cui Ludwig progettò la casa in Kundmanngasse, 19. Margarethe, come quasi ogni membro della famiglia Wittgenstein, fu grande amante dell’arte e mecenate per molti artisti delle avanguardie viennesi di inizio secolo, in particolar modo per la “Sezession”, divenendo amica e ispiratrice per Gustav Klimt. Il suo ritratto fu commissionato dal padre Karl Wittgenstein in occasione del matrimonio della figlia.

 Wittgenstein film di Derek Jarman (al 20.00 c.a : Wittgestein maestro )

Wittgenstein

Qualche informazione e interventi di:

Karl Otto Appel, Carl G. Hempel, David Pears, Karl Popper, Michele Ranchetti, George Hnrik von Wright

 

Le piante di mezzo

Le piante di mezzo

libro

Condivido e ho sempre lavorato come se già seguissi il pensiero letto su “Come un giardiniere” di Paolo Tasini

“Le piante di mezzo, quelle a confine tra il selvatico e il gentile sono le mie preferite: le piante di mezzo ho deciso di chiamarle: Non selvatiche ma anche non completamente e irrimediabilmente da giardino; non bizzose, indomabili bellezze e neppure tronfie caramelle per gli occhi. Per piante caramella intendo alcune vistose presenze che riempiono i nostro garden center, piante rutilanti ed esplosive nei colori che portano con sé oltre a un’idea di innaturalità anche parecchia debolezza. Tante di loro, essendo frutto di un lavoro di selezione intenso, alla prova del giardino hanno serie difficoltà o quanto meno alte richieste di manutenzione; sono egocentriche, tutti i pollici dedicati possono non essere sufficienti per vederle in salute. In molti nostri giardini stanno come potrebbero stare raffinati parigini nella giungla.

Qualche esempio facile facile? Tante rose ibridi di Tea, tutte le Impatiens Nuova Guinea, le viole del pensiero, la moltitudine dei cosiddetti crisantemi dei fioristi (ibridi con sangue da Chrysanthemum indicum e Chrysanthemum morifolium)”

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Mi piacerebbe anche un giardino come quello delle foto sotto: (fotografato a Rodmell in Inghilterra il 6 agosto 2007 alla Monk’s House di Virginia Woolf)

Cieli d’Irlanda

In agosto 2012  ho potuto godere dei cieli d’Irlanda: esplosione di azzurri, oscurità, minaccia, nuvole che schermano la luce o cariche di acqua.. tutto di breve durata, niente noia, solo stupore e meraviglia!

Dal cielo di Clonmacnoise  fra tombe antiche, al Connemara, alle spiagge, con quella di Dog’s Bay; le Isole Aran, le scogliere Cliffs of Moher … per concludere sotto al cielo piovoso e magico di un altro antico monastero:  Glendalough

(se vuoi ascolta "Il cielo d'Irlanda" di Bubola, cantata da F. Mannoia, 
che ha attivato la mia pubblicazione... )
(clicca su una foto se vuoi sfogliare la mia galleria di cieli d'Irlanda)

Ah, non ho messo i cieli di Dublino… già pubblicati in precedenti articoli: QUI l’azzurro della calda giornata alla alla torre di Sandcove e QUI al cimitero monumentale di  Glasnevin