– Morbegno: cartoline su youtube

Per partecipare ad un “gioco a tema” on-line, mia figlia ha prodotto questo video su Morbegno, la cittadina dove abitiamo.

A me è sembrato curioso vedere come nonostante il tempo passato, le numerose vite intervenute a modificarne strade, case e usi… molto è rimasto immutato da cent’anni…

Se voleste approfondire la storia e le curiosità che hanno caratterizzato Morbegno, eccovi alcuni suggerimenti:

– Questo è il libro da cui sono state prese le vecchie foto/cartolina

Il libro “Morbegno Ieri e Oggi”, pubblicato nel 1999,

di Elisa Rovedatti, Tiberia Bongio e Pietro Ricciardini,

dove la cittadina di Morbegno viene raccontata

con la testimonianza delle cartoline di diverse datazioni.

–  Altre pubblicazioni su Morbegno Qui

Informazioni on line clicca  qui

“Un altro giorno è andato” di Francesco Guccini (testo)

– Aspettando Godot

Ho appena terminato la lettura di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.

Aspettare… Aspettare

è veramente una condizione di vita, di ogni vita umana, di ogni vita pensante, cosciente?

Aspettare una vacanza, una visita, una risposta, l’esito di una prova, lo stipendio, un dono…

Aspettare la vittoria della propria squadra, del partito votato, un buon posto di lavoro, una serena vita affettiva, un innamoramento  …

Aspettare l’evolversi di una situazione stagnante, la soluzione di un fastidioso problema, il sollevamento da difficoltà, il risveglio di nuove forze, di nuove idee…

Aspettare la verità, la giustizia, l’uguaglianza…

Siamo veramente sempre in attesa.

Ma aspettare secondo me  non deve, non può essere un atto, uno scopo, una vuota condizione di vita. No, aspettare è qualcosa di spirituale, qualcosa dell’anima, ma l’attesa si può, si deve riempire con opere, lavorando perchè ogni  minuto abbia un senso, abbia valore…

Ma come?

Preparandosi ad un migliore incontro, ad incontrare “l’attesa” con qualche opportunità in più… e se poi non avverrà alcun incontro o se l’incontro fosse una delusione?  Avremo sempre la soddisfazione di aver utilizzato al meglio il tempo dell’ attesa.

Io sto aspettando, fra altre mille cosucce, il viaggio in IRLANDA, e a questo sto indirizzando le mie attenzioni anche nelle letture, ed ecco  un testo teatrale tragicomico, un classico del teatro dell’assurdo “Aspettando Godot”, scritto da Samuel Becket, un grande uomo/scrittore irlandese.

  E così scopro che ogni attesa è l’attesa di tutti, quella di Godot è però un’attesa che comunica anche impotenza, passività, depressione, pare una triste e alienante attesa…

Se non che, almeno per me un sollievo, entra in scena per ben due volte la promessa con il ragazzo/messagggero di Godot.  E questo è bastato, è bastato a far continuare la speranza, per poco forse, ma se resta un po’ di speranza si può continuare la battaglia dell’attesa.

  Poi ci sono gli altri due personaggi che non pare siano in attesa ma pare abbiano trovato un loro scopo: l’esercizio del potere per uno e la virtù dell’ obbedienza,  schiava ma liberata dall’impegno della libertà,  per l’altro…

Leggetelo, tutti possono trovare quello di cui hanno bisogno, infatti non c’è trama, non c’è finale, non c’è un senso: ognuno può trovare il proprio.

E non ultimo VI FARETE PURE DELLE SANE RISATE!

Video del film ‘Waiting for Godot’ by Samuel Beckett con sottotitoli in italiano

Un altro video con sketch e interviste  “Aspettando Godot”  con  Ugo Pagliai ed Eros Pagni al Teatro Argentina.

– Siracusa e Santa Lucia (12°post del viaggio)

16 agosto 2011… a Siracusa

Colazione con cornetto al pistacchio, poi sul pullman per Ortigia, l’isola su cui si trova la parte più storica della città.

Subito un’immersione nel mercato siciliano  che ogni mattina  riempie le bancarelle  di frutta, verdura e soprattutto pesce fresco

Video (con la voce di Enrico Caruso in ” Santa Lucia” 1916, che mi fa immaginare i pescatori che tornano al porto con il loro carico di fatica)

La  patrona di Siracusa è Santa Lucia, nella piazza del Duomo si trova anche la chiesa di Santa Lucia in Badia al cui interno vi è un bellissimo affresco di Michelangelo Merisi.

caravaggio_seppellimento_santa-lucia

Il Duomo è una costruzione speciale sorto su un tempio dedicato alla dea Atena, di cui conserva le enormi colonne doriche.

(Ho montato un breve video con l’accompagnamento musicale della bellissima “Santa Lucia” di Francesco De Gregori)

Attraversiamo vie e piazze e  l’attenzione è per i balconi barocchi,  alcuni ancora arzilli, altri stancamente resistono , ma tutti ci comunicano qualcosa di poetico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

(Erri de Luca, da L’ospite incallito)

Prima dei telefoni i balconi,
si usciva fuori e si mandava a dire.
Erano lo sfogo della casa, le ragazze non uscivano
a spasso
tranne per la funzione, la domenica.
Però stavano in vista sul balcone,
passava il giovanotto, un fiore conficcato nell’occhiello,
una sbirciata a scippo, l’intesa fulminata,
telegramma spedito con le ciglia.

Al balcone tra i vasi la ragazza dipanava un gomitolo,
ricamava a telaio, fingeva di pungersi con l’ago
per liberare gli occhi messi in giù.
Mia nonna si fidanzò al balcone.
E mia madre, d’estate, dopoguerra,
con altri amici esce sul balcone per il fresco
e un uomo, ventottanni, sedutosi vicino le chiede
di sposare.

Provengo dall’incontro di loro due là fuori, a Mergellina,
col cielo giocoliere del tramonto.
Ma da un altro balcone s’era affacciato pure l’impettito
a dichiarare guerra, sporgendosi rapace e pappagallo
sulla folla ubriaca di se stessa.
Era meglio se usciva alla finestra
e meglio ancora se teneva chiuso, così non si guastava
la storia dei balconi e dell’Italia del millenovecento.

Per continuare la conoscenza di Siracusa vai al 13° post: La leggenda di Aretusa, cliccando QUI.

– Verso Siracusa, saluto a Ragusa (11°post del viaggio)

lunedì 15  agosto 2011, viaggio da Agrigento a Siracusa  (link per visualizzare il percorso)

 

In viaggio per Siracusa facciamo una sosta  a Ragusa, ci ristoriamo in un locale con golosità siciliane:  arancini con verdura. panino con gelato alla ricotta, latte di mandorle, babà, granita con brioche.

     

Ci riposiamo nel giardinetto della Cattedrale barocca di San Giovanni Battista, chiusa, in tema con il momento di “chiusura” dell’intera città calda e sonnacchiosa a ferragosto.

… ognuno combatte la calura e imbroglia il tempo come può…

A Siracusa

Area di sosta di Siracusa  – giretto notturno – ultimi riti e a nanna

domani si visita l’isola di ORTIGIA

CLICCA QUI per visitare Ortigia

– “La Scala dei Turchi” (10°post del viaggio)

sabato 14 agosto 2011

Ieri sera, avendo assistito allo spettacolo pirandelliano,  abbiamo tardato ad andare alle aree di sosta e ne abbiamo raggiunta una tranquilla e libera che era notte fonda, al risveglio, facciamo un giro per capire come siamo messi e scopriamo di essere in alto, sopra una stupenda scogliera,  la famosa

“Scala dei Turchi”… wow !!!

( clicca sulla foto e cammina sui gradini bianchi o sulla spiaggia, o metti i piedi in acqua con i bagnanti che stanno arrivando)

Si potrebbe anche scendere al mare lungo il sentiero, non facilissimo ma fattibile, ma l’area è poco attrezzata, decidiamo quindi di fare solo qualche passo e qualche foto prima di spostarci…  un po’ a malincuore.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Troviamo posto in una vicina area con accesso diretto sulla spiaggia.

Bagno, relax e, sorpresi,  assistiamo ai preparativi e alla cosumazione dei falò  per la notte di ferragosto.  Scopriremo la tradizione  dove intere famiglie e gruppi di amici trascorrono con tende e grandi vettovaglie tutta la serata e la notte di ferragosto sulla spiaggia, mangiando, cantando, ballando e facendo bagni notturni… come potrete vedere dal filmato

(le immagini sono accompagnate dai primi 3 minuti di  “Time”  dei Pink Floyd,  suonata dai bravissimi Brit Floyd)

Eccoci partiti alla volta di Siracusa,  con breve sosta alla deserta e calda Ragusa.

– Con “La storia della Finta Tartaruga” finisce la scuola!!!

Quest’anno ho concluso il percorso scolastico di scuola primaria con le mie due classi quinte.

Proprio le classi a cui ho raccontato le avventure di “Alice nel paese delle Meraviglie”,  proprio loro a cui ho voluto far vivere un po’ la matematica unita alla fantasia… e ne ho approfittato anche quando ho parlato loro dei diagrammi di Carroll. Ricordo con un link il momento dell’incontro con Carroll in classe 2^ e del saluto di fine anno con la visione del film di “Alice nel paese delle Meraviglie” di Nick Willingfino fino all’episodio del “Tè dal Cappellaio Matto” ( punto di arrivo con la lettura in classe).

E in classe 3^?

Abbiamo preparato la festa dell’accoglienza ai nuovi compagni che iniziavano la classe 1^(ecco il momento di festa) . E da allora i miei ragazzi hanno sempre ricordato Carroll come un matematico che sa anche inventare con la fantasia, ragionare con gli assurdi (Un tè di matti), divertirsi e imparare giocando…  anche con le carte, la geometria si può fare anche costruendo il cappello per il Cappellaio Matto o parlando del film di Alice in Wonderland” in tre dimensioni (vedi qui).

Insomma un po’  Alice ci ha aiutato, ho preparato anche qualche problema a tema, qualche esercizio, qualche misurazione… Poi altro ha occupato la nostra attenzione,  i ragazzi ogni tanto chiedevano ancora il racconto della famosa Alice, finchè…  al termine della scuola primaria eccola ritornare per salutare.

Non ho più pubblicato le avventure e le esperienze con i miei alunni su questo mio blog  perchè da due anni, cioè in classe 4^ e in classe 5^ avevo aperto uno spazio apposta per loro, tutto per la loro e la mia scuola!!!

Proprio sul blog delle classi “Fantasia e Innovazione ho quindi pubblicato il saluto di Alice con la lettura e drammatizzazione del nono capitolo che ripubblico anche qui perchè  Alicemate è nato in onore alla  ” matematica con la fantasia”  oltre ad essere al servizio della mia nuova  “tecnologia didattica”.

E  voilà:

“La storia della Finta Tartaruga”

5^ A: “Incontro di Alice con la Duchessa”

La Duchessa/Giada incontra Alice/Beatrice che stava  partecipando al croquet della Regina di Cuori (notare il pellicano/ombrello/mazza da croquet) e vuole chiacchierare amichevolmente con lei…

 

La Duchessa con il suo mento aguzzo e  la sua morale vuole conversare, ma quanta pazienza dovrà avere la povera Alice per sopportarla, finchè non sparirà di nuovo con l’arrivo  della Regina.

Vediamo il video (fatto da maestra Gemma) di questo incontro “drammatizzaletto” che vuol dire:  drammatizzare subito una lettura ripetendo  battute, improvvisando costumi…  con la fresca e spontanea partecipazione  dei ragazzi.

Ora la Regina ha affidato Alice al Grifone[1] perchè l’accompagni dalla Finta Tartaruga[2] e le racconti la SUA STORIA

[1] Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d’aquila. Il grifone è quindi spesso rappresentato con quattro zampe, ali, becco, artigli d’aquila e spesso con orecchie equine.

[2] Nelle illustrazioni originali per Alice,  John Tenniel riprese il gioco di parole di Carroll rappresentando la Finta Tartaruga come una sorta di chimera composta da parti di diversi animali, e in particolare proprio quelle con cui si preparava la zuppa di finta tartaruga, tra cui la testa, gli zoccoli e la coda del vitello.

5^ B:  “il racconto della  Finta Tartaruga”

   

Il Grifone/Matteo è con Alice/Vittoria  dalla Finta Tartaruga /Mattia  per poter ascoltare… ma stiamo certi che qualche domanda la farà anche lei!

 

Finalmente la storia ha inizio e scopriamo una scuola anche …in fondo al mare!

Ecco il video girato dall”operatrice” Veronica che ci mostra gli attori/volontari alle prese con queste non facili “battute” appena ascoltate e visualizzate sulle schermate della  LIM.

“E ora basta con scuola e lezioni,  è il momento di pensare ai giochi”, come dicono i nostri strani amici carrolliani.

Link per leggere il nono capitolo (la traduzione non è quella che ho utilizzato io):

“La storia della falsa Tartaruga”