– IL LIBRO come la FENICE!

In gita con i miei alunni sono stata a Milano e ho avuto la fortuna di scoprire la Biblioteca Braidense.

Con i ragazzi ho  percorso alcune sale alla scoperta di questa speciale biblioteca nazionale, storica, antica, preziosa come un tesoro alla cui cura e conservazione lavorano molte persone preparate e sensibili… .

Queste persone sono sensibili e attente non a fare i guardiani del tesoro ma a comunicare, a trasmettere la loro cura a tutti quelli che la frequentano facendo in modo che tutti possano  innamorarsi di quello che un libro ben scritto, ben disegnato, ben conservato porta con sè.

Un libro è vita,  pensieri,  paure,  illusioni,  gioie e creazione,  è la forza creatrice dell’amore.

Beh, dopo questa sviolinata penserete  dove vuole arrivare? o che mi hanno pagata per fare pubblicità…

No, ma ho visto un libro nella sala  “Alessandro Manzoni”,  un libro che non avevo mai visto, un libro miniato, un libro dorato, un libro scritto a mano da calligrafi, disegnato e colorato a mano da miniaturisti, ma con quali mani e quali occhi… e poi rilegato e ricoperto con pelle decorata… un’opera che ha richiesto tanta fatica. Ma perchè?  ne è valsa la pena dare tutte queste energie, portare i sensi allo sfinimento per lasciare tutto in un libro, su della  carta, un materiale  tanto fragile che chiunque  può distruggere?

Dunque ho visto un libro miniato, certo è interessante e “preoccupante”, ma non basta. Sul comodino di casa mia era da poco in lettura un libro dal titolo “Il mio nome è Rosso” di Orhan Pamuk. I  personaggi del romanzo sono artisti, miniaturisti, maestri di colore, di disegno,  di scrittura,  in un tempo e luogo lontani e misteriosamente inquietanti.

Ho poi letto  una pagina che mi fa ha fatto decidere di scrivere questo post anche se il libro non è nemmeno alla metà , perchè mi sono chiesta:

MA IL LIBRO è COME LA FENICE? Così facile da bruciare ma impossibile eliminare?

Ora vi riporto la bellissima pagina che mi ha spinto  a scrivere questo articolo combinando i miei pensieri intorno a opere di grande valore e  a chi dona la propria vita per tale bellezza.

… ”  i nostri colori sbiadiranno. Nessuno si interesserà ai nostri libri, ai nostri disegni. … la mancanza di interesse, il tempo e le disgrazie pian piano elimineranno i nostri disegni. Nella colla araba ci sono pesce, ossa e miele, nei volumi le pagine sono lucidate con bianco d’uovo e amido, e i topi insaziabili e sfrontati le ingoieranno; tarli, vermi e insetti di mille e una specie le roderanno – cri cric – ed elimineranno i nostri libri. I volumi si strapperanno, le pagine si staccheranno; i ladri, la servitù disinteressata, i bambini, le donne che accendono i focolari, strapperanno sconsideratamente pagine e disegni. I principi bambini per gioco rovineranno i disegni con la penna, caveranno gli occhi ai personaggi, si puliranno il moccio sulle pagine, … ; coloro che continuano a ripetere che i nostri disegni rappresentano il peccato, scarabocchieranno dappertutto, li strapperanno, li taglieranno e li useranno,  forse, per farne altri disegni o per giocare e divertirsi.  Mentre le madri, ritenendole indecenti, strapperanno le figure di donne, padri e fratelli ci si masturberanno sopra, e per questo motivo, così come per l’umidità, il fango, la colla di cattiva qualità, la saliva di ogni tipo di cibo e sporcizia, le pagine si appiccicheranno fra loro. Nei punti  appiccicati  fioriranno come ascessi macchie di muffa e di sporcizia. Poi le piogge, i tetti che perdono, le alluvioni, il fango rovineranno i nostri libri.  Anche l’ultimo libro uscito fuori ancora intonso per miracolo dal fondo asciuttissimo di una cassa miracolosa… un giorno,  di certo, scomparirà inghiottito dalle fiamme di un incendio spietato. ...  Allora come faranno i libri a esistere? “

Dal film  Fahrenheit 451  del 1966  di François Truffaut, tratto dall’omonimo romanzo fantascientificodistopico di Ray Bradbury  Fahrenheit 451 (edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice)

Il messaggio di questi autori  ” I libri non moriranno mai, o meglio, come  la Fenice non finiranno mai di esistere nonostante le distruzioni  accidentali o volontarie.