– Eloisa di Abelardo e Lou Salomé

Ho scoperto Eloisa, quella famosa Eloisa di Abelardo che nel primo Medioevo visse una vita poco comune,  poco gioiosa anche se poté toccare grandi momenti di felicità e profondi e lunghi anni di afflizione e tormento. Nadia Fusini ha unito Eloisa a Lou Salomè, fu questo collegamento che fece scattare in me la curiosità di conoscere questa figura di donna. Ho cercato l'”Epistolario di Abelardo ed Eloisa” e mi sono immersa nella corrispondenza fra i due famosi amanti. L’Appendice l’ho solo scorsa velocemente, mentre la parte delle lunghe lettere l’ ho letta con attenzione e impegno. La scrittura è scorrevole ma sono presenti molte note in quanto i due coniugi/monaci si scrivevano in latino, facendo molti riferimenti alle Sacre Scritture e ai sapienti della Chiesa. Quindi che dire, che posso prendere dal mio piccolo pozzo, dalla mia fonte, per poter tentare una mia interpretazione, un mio personale pensiero?

(Metafora del pozzo della conoscenza del filosofo Origene utilizzata da Abelardo in una lettera)

Chi ha letto i miei precedenti articoli in cui parlo di Lou Salomè già sa quanto stimi, ammiri, ami questa donna vissuta a cavallo fra 1800 e 1900. E’ stata forte, razionale, sensibile. Ha saputo amare la vita in tutta la sua complessità, nel bene e nel male. Non si è lasciata trasportare né abbattere, ha guidato i suoi passi e sofferto e gioito in modo cosciente e temerario. Ed Eloisa vissuta 800 anni prima di Lou, perché le viene assimilata? Certo sono tante, troppe le differenti condizioni di vita e di possibilità di scelta per gli uomini, e ancor di più per una donna di tanti secoli distanti… eppure

Eloisa era una giovane donna intelligente che già a soli 16 anni era famosa per i suoi studi e la sua doti letterarie, Abelardo era un Maestro di grande successo, capace di attirare a sé studenti e studiosi, creando folle di adoratori e suscitando grandi invidie e rivalità pericolose. I due si conoscono e si innamorano, probabilmente i loro sentimenti sono differenti ma entrambi li trascinano nella passione e nell’errore di una relazione illecita e scandalosa. Illecita e scandalosa  per l’idea di decoro, rispetto delle formalità sociali, dei doveri/diritti di un uomo nei confronti di una donna e di tutte le cause e conseguenze che ancora oggi possiamo ben comprendere in quanto non superate e forse non superabili. Allora che c’è di strano in tutto questo? C’è che per Eloisa, capace di decidere di agire seguendo chiari ragionamenti e fini argomentazioni, non esisteva nessun obbligo, nessun motivo di scandalo, nessuna remora ad affrontare la sua relazione, a vivere la sua grande passione con la libertà e la consapevolezza della moderna e spregiudicata Lou Salomè. Infatti anche Lou vive la medesima esperienza di forte legame con il suo maestro, lei giovanissima,  istruita da un pastore che si innamora perdutamente di lei e per lei lascerebbe la prima famiglia per legarsi a lei in un nuovo matrimonio. Ma fortunatamente Lou riesce a non esserne intrappolata e anzi questa prima esperienza sentimentale sarà “forse” formativa e comunque la metterà in guardia sul pericolo di chiudersi in una relazione per la vita che potrebbe fermare per sempre il suo bisogno/desiderio di conoscenza e libertà. Anche Eloisa rifiuta il matrimonio con tutte le motivazioni più razionali e dettate da una mente aperta e libera per stare vicino e con l’uomo con cui ha dato la vita ad un figlio,  senza trasformarsi in una moglie e dare una famiglia all’amato che significava nella loro condizione la rinuncia al sapere, alla filosofia, alla prosecuzione di una brillante carriera per lui Chierico.  Lei Eloisa ama Abelardo e per questo non lo vuole sposare, vuole continuare ad essere sua amica, sua amante e lo vuole con energia ed intelligenza. Ma siamo nel medioevo e il grande amore, la devozione e l’intelligensa di una donna non bastano e ad entrambi toccherà pagare per tutta la vita l’ardire di scelte non convenzionali. Entrambi in monastero eccoli a scriversi lunghe e dotte lettere e solo attraverso parole rassegnate ad argomenti formali e spirituali che Eloisa riesce a riavere quel poco di appagamento alla continua dedizione con cui mai cesserà di tentare di alimentare la sua anima e il suo corpo.

Quindi due donne decise ad essere libere di amare, di capire, di scegliere,  e questo lo pagarono con una vita difficile ma seguendo con coraggio le loro convinzioni. Due donne di eccezionali doti intellettuali che in tempi così diversi hanno fatto innamorare grandi uomini. Due donne capaci di scelte difficili, in contrasto con le consuetudini e attirando disapprovazioni, ma armate di preparazione e caparbietà, in grado di procedere per una vita coscientemente voluta. Eloisa in obbedienza e dedizione al suo unico e indiscusso amore, Lou in osservanza alla sua libera scelta di amare.

Nel libro ci sono tante e tante e tante perle di saggezza di filosofia e di teologia, chiare e ben spiegate come sa fare un Maestro Filosofo, il Maestro Abelardo di cui tutti o si innamoravano o lo volevano eliminare per l’invidia che procurava la sua bravura.

Io ho voluto dedicare il mio post alla coppia femminile anche se mi verrebbe quasi più facile  un abbinamento fra Abelardo e Lou Salomè perchè sono più loro gli artefici, i manovratori di anime e corpi… Eloisa è stata più vittima, più imbrigliata come lo sono stati gli uomini di Lou: Nietzsche, Paul Rée,  Rainer Maria Rilke e molti altri uomini che ebbero la fortuna di incontrare questa grande donna.

Eloisa ( 1099 Ile de la Cité di Parigi – 1164  monastero Paràclito)   Abelardo (1079 Palais, Nantes – 1142 Chalonsur-Saòne)

   Lou Andreas-Salomé (San Pietroburgo, 12 febbraio 1861 – Gottinga, 5 febbraio 1937)

“Inno alla vita” che Lou Salomè scrisse a 20 anni e che regalerà a Nietzsche come ricordo, come dono di addio a lui che la voleva sposare.

“ Certo, così un amico ama l’amico
come io amo te, vita misteriosa,
sia che in te io abbia esultato, pianto
sia che tu mi abbia dato felicità, o dolore.

Io t’amo con tutte le tue afflizioni:
e se tu mi devi sopraffare,
mi strapperò dal tuo braccio
come ci si strappa dal petto di un amico.

Con tutte le mie forze ti stringo a me!
Lascia che le tue fiamme mi assalgano,
lascia che nelle vampe della lotta io
possa sondare il baratro del tuo mistero.

Essere, pensare per millenni!
Prendimi fra le tue braccia:
non hai più gioia da donarmi
ebbene… donami il tuo dolore”