– Lou Salomé “una grande donna dietro Nietzsche, Rilke, Freud…”

Lou Andreas-Salomé

Devo scrivere qualcosa su questa grande donna, scrittrice e  psicoanalista vissuta cento anni prima di me…
La conoscevo già un po’ per aver letto la corrispondenza epistolare avuta con il poeta Rilke, di cui avevo riportato qualche “passo matematico”  proprio nel mio primo post di  “Alicemate”. Vi metto il link qui per rivederlo.
La scorsa estate sono stata a  Gottingen, la cittadina tedesca dove ha vissuto con il marito per i suoi ultimi 30 anni, ed è morta proprio nella sua casa di Gottingen il 5 febbraio del 1937…  ma gli abitanti di Gottingen non la ricordano??? Ho scritto un post anche su questa tappa delle mie vacanze dove racconto della ricerca dell’abitazione di Lou, vedi A Gottingen? Lou Salomé???”  qui.
Ora ho terminato la lettura della sua biografia: “Mia sorella, mia sposa La vita di Lou Andreas-Salomé di H.F. Peters e ho scritto una breve recensione su aNobii ( libreria virtuale) e ve la riporto:

Una grande personalità

“Tutto osare… non avere bisogno di nulla”

Donna di grande coraggio e grande umiltà, disponibile ed aperta, ma libera da tutti e da tutto..
Alla continua ricerca di conoscenza, ma seguendo scelte personali e individuali…
Donna dalle grandi passioni, ma capace di controllarne le conseguenze, alla ricerca di spiegazioni ai suoi dilemmi esistenziali..
Sincera fino a disorientare l’ascoltatore, rispettosa di tutto ciò che è vita, di grande compassione per le pochezze umane.

E’ stata TROPPO GRANDE E TROPPO DIVERSA PER ESSERE AMATA E RICORDATA DALLA GENTE.
MOLTI  UOMINI CHE L’HANNO AMATA NON SONO PIU’ RIUSCITI A VIVERE SENZA DI LEI.

E’ una personalità da conoscere. Io me ne sono anche innamorata.


Ora vorrei riportare alcune informazione che ho trovato nel libro di Peters che riguardano il rapporto di Lou con la cittadina di Gottingen e  con la casa oggi trasformata in condominio al numero 101… Questo potrebbe aiutarci a capire la mancanza di popolarità, in quel di Gottingen, per questa grande donna, dopo meno di 100 anni dalla sua morte.

Era il 1903 Andreas, il marito di Lou, aveva finalmente ottenuto la cattedra di lingue orientali all’università di Gottingen, e si rendeva quindi necessario lasciare l’appartamento di Berlino. … dopo aver vissuto per quindici anni in un appartamento in affitto, potevano finalmente avere una casa propria. Ne scelsero una ai margini della città, una costruzione alta, audacemente appollaiata sul ripido pendio dell’Hainberg, con una splendida vista sull cittadina sottostante e sull’ampia vallata, con una catena di colline all’orizzonte. Lou si sistemò al piano superiore, dove aveva una camera da letto e uno studio che si aprivano su un grande balcone, che doveva diventare il suo angolo preferito nella vecchiaia. Suo marito e la governante abitavano al piano di sotto. La casa venne chiamata Loufried, come la casetta di contadini a Wolfratshausen, dove Lou aveva vissuto per un alcuni giorni  con Rilke.

Vi metto un video con foto di Rilke e recitazione di sue poesie

Rilke fu il primo al quale Lou comunicò la sua gioia per la nuova casa: – Dalla Loufried di Wolfratshausen, passo per passo  sono arrivata fino a questa; ogni anno doveva venire aggiunto qualcosa, cominciando forse dalle stanze più indispensabili per passare poi a quelle di rappresentanza che stavano sospese nell’aria, per arrivare infine, da ultimo, alle fondamenta. Buttando all’aria tutte le buone regole dell’edilizia. Ed ora eccola qui, aperta su un ampio paesaggio di boschi e sulla distesa delle colline, dietro alle quali, da qualche parte, cominciano le montagne dell’Hars. Ai nostri piedi nel cuore della valle, la città. E intorno a noi un giardino pieno di vecchi alberi, un frutteto, persino un orto. E non manca neppure il pollaio! Ora sono diventata una contadina e mio marito è un professore. –

L’arrivo a Gottingen di questa strana coppia, nell’autunno del 1903, fece sensazione negli ambienti accademici della piccola città universitaria. Lou era assai più conosciuta di suo marito. La sua amicizia con Nietzsche ne faceva una persona da guardarsi con rispetto misto a curiosità e timore… Con loro disappunto trovarono Lou più timida che provocante e per nulla disposta a partecipare alla vita sociale della città. Anche Andreas teneva a mettere una certa distanza fra sè e i colleghi….. Ci si domandava anche perchè Lou si mettesse tanto spesso in viaggio da sola… e la si vedesse in compagnia di altri uomini….

Per quanto molti provassero, era impossibile tentare di penetrare nella sfera privata di Lou; dopo qualche anno i buoni abitanti di Gottingen abbandonarono ogni speranza e li lasciarono in pace. … Lou e Andreas sapevano che il loro modo di vivere non avrebbe mai potuto integrarsi in un qualsiasi contesto sociale e, dal momento che entrambi erano dei solitari per vocazione, non provarono mai il desiderio di mutare la propria vita e adattarla agli schemi sociali di Gottingen.

Nel 1911 Lou tornò a Gottingen dopo i mesi di attività a Konigsberg con un sentimento di profonda soddisfazione.

Per una psicoterapeuta della scuola di Freud, Gottingen non rappresentava certo l’ambiente adatto. Malgrado l’università, regnavano fra gli abitanti i pregiudizi tipici di una cittadina di provincia. .. Con la sua attività psicoanalitica Lou non fece che alimentare pettegolezzi e maldicenze. Tuttavia molte erano le persone che andavano da lei, inviate anche da Freud. Lou trattava tutti i disturbi psichici, dalle forme leggere di isteria fino alle nevrosi più gravi. Seduta nella sua poltrona essa ascoltava le storie che i suoi pazienti le raccontavano, pronta a cogliere l’elemento rivelatore, la frase, la parola che le avrebbero fornito la chiave  del problema.

Nel 193o Andreas, che era ancora un temperamento arzillo, improvvisamente morì e Lou restò sola nella sua casa sull’Hainberg. Non del tutto sola però perchè Mariechen e suo marito vivevano in casa e si prendevano cura di lei. Stava prendendo potere il nazismo, Freud era ebreo, lei era chiamata l’ebrea finlandese e per questo diffamata e bandita. Lou era già anziana, era  malata di diabete e aveva dovuto subire, a causa di un cancro, l’asportazione  di una mammella; il pensiero di essere compassionata le era insopportabile, fintanto che era in grado di lavorare non c’era alcun motivo di lamentarsi del naturale decadimento del corpo. Era affezionata alla sua casa e al suo giardino, al paesaggio che aveva intorno, così restò in Germania, attenta e vigilante e attese. Aveva ancora alcuni pazienti, riceveva amici e teneva una  vastissima corrispondenza. Persone sconosciute che avevano letto i suoi libri si rivolgevano a lei  chiedendole consigli e aiuto.

La figlia di un famoso professore di Gottingen racconta che, quando seppe che Lou era l’autrice di “Ruth”, aveva provato un appassionato desiderio di conoscerla. Si era diretta segretamente verso la casa di Lou, perchè mai si sarebbe fidata di dire alla sua famiglia che voleva andare a fare visita alla “strega di Hainberg“. La bontà e la cordialità con cui Lou l’accolse la fecero sentire umiliata e confusa e ancora dopo venticinque anni c’è nella sua voce stupore e ammirazione, quando ricorda la schiettezza con cui Lou rispose a tutte le domande, anche le più intime.

Lou Salomé morì nel sonno, la sera del 5 febbraio 1937. Soltanto gli amici Konig e Pfeiffer la seguirono nel suo ultimo viaggio da Gottingen al crematorio di Hannover. Aveva chiesto che le sue ceneri fosero disperse nel su giardino, ma questo suo desiderio non doveva esser appagato. In Germania vige una legge che proibisce la dispersione delle ceneri umane. Le sue ceneri vennero raccolte in un’urna e seppellite nella tomba di suo marito, nel cimitero comunale di Gottingen. Nessuna lapide segna quel luogo. Lou restava legata a marito  Andreas anche nella morte.