– Buon Compleanno!!!

 

Oggi è il 29 dicembre

L’anno sta per terminare, ormai si pensa che non si possa più far mutare il corso dell’anno 2010, ma per quanto si tratti solo di tre giorni… quanto può ancora accadere….

L’emozione di un incontro, la delusione di uno scontro, la gioia di una rinnovata amicizia, il dolore per una grave perdita…

ma che c’è di tanto grande e misterioso e

da sballo

PIU’ DELLA NASCITA DI UNA FIGLIA CHE AVRA’ NOME

Elisa

Allora

Buon     Comple  anno   !!!


come ogni 29 dicembre di ogni anno


Auguri  !!!


E quest’anno te li faccio così pubblici, ma anche  intimi e personali perchè sono su “Alicemate” la mia casetta vituale 🙂

Poi chi legge  e avesse bisogno di un augurio o  si sentisse di partecipare a farteli, il mio pensiero per te avrebbe la magia di moltiplicarsi e nello stesso tempo di suddividersi fra i tanti abitanti del nostro pianeta.

Ti dedico una canzoncina che da tempo tenevo in bozza per tenerezza… tu sei tenera, ami leggere, ami i bambini, e anche i pupazzini…

– Lou Salomé “una grande donna dietro Nietzsche, Rilke, Freud…”

Lou Andreas-Salomé

Devo scrivere qualcosa su questa grande donna, scrittrice e  psicoanalista vissuta cento anni prima di me…
La conoscevo già un po’ per aver letto la corrispondenza epistolare avuta con il poeta Rilke, di cui avevo riportato qualche “passo matematico”  proprio nel mio primo post di  “Alicemate”. Vi metto il link qui per rivederlo.
La scorsa estate sono stata a  Gottingen, la cittadina tedesca dove ha vissuto con il marito per i suoi ultimi 30 anni, ed è morta proprio nella sua casa di Gottingen il 5 febbraio del 1937…  ma gli abitanti di Gottingen non la ricordano??? Ho scritto un post anche su questa tappa delle mie vacanze dove racconto della ricerca dell’abitazione di Lou, vedi A Gottingen? Lou Salomé???”  qui.
Ora ho terminato la lettura della sua biografia: “Mia sorella, mia sposa La vita di Lou Andreas-Salomé di H.F. Peters e ho scritto una breve recensione su aNobii ( libreria virtuale) e ve la riporto:

Una grande personalità

“Tutto osare… non avere bisogno di nulla”

Donna di grande coraggio e grande umiltà, disponibile ed aperta, ma libera da tutti e da tutto..
Alla continua ricerca di conoscenza, ma seguendo scelte personali e individuali…
Donna dalle grandi passioni, ma capace di controllarne le conseguenze, alla ricerca di spiegazioni ai suoi dilemmi esistenziali..
Sincera fino a disorientare l’ascoltatore, rispettosa di tutto ciò che è vita, di grande compassione per le pochezze umane.

E’ stata TROPPO GRANDE E TROPPO DIVERSA PER ESSERE AMATA E RICORDATA DALLA GENTE.
MOLTI  UOMINI CHE L’HANNO AMATA NON SONO PIU’ RIUSCITI A VIVERE SENZA DI LEI.

E’ una personalità da conoscere. Io me ne sono anche innamorata.


Ora vorrei riportare alcune informazione che ho trovato nel libro di Peters che riguardano il rapporto di Lou con la cittadina di Gottingen e  con la casa oggi trasformata in condominio al numero 101… Questo potrebbe aiutarci a capire la mancanza di popolarità, in quel di Gottingen, per questa grande donna, dopo meno di 100 anni dalla sua morte.

Era il 1903 Andreas, il marito di Lou, aveva finalmente ottenuto la cattedra di lingue orientali all’università di Gottingen, e si rendeva quindi necessario lasciare l’appartamento di Berlino. … dopo aver vissuto per quindici anni in un appartamento in affitto, potevano finalmente avere una casa propria. Ne scelsero una ai margini della città, una costruzione alta, audacemente appollaiata sul ripido pendio dell’Hainberg, con una splendida vista sull cittadina sottostante e sull’ampia vallata, con una catena di colline all’orizzonte. Lou si sistemò al piano superiore, dove aveva una camera da letto e uno studio che si aprivano su un grande balcone, che doveva diventare il suo angolo preferito nella vecchiaia. Suo marito e la governante abitavano al piano di sotto. La casa venne chiamata Loufried, come la casetta di contadini a Wolfratshausen, dove Lou aveva vissuto per un alcuni giorni  con Rilke.

Vi metto un video con foto di Rilke e recitazione di sue poesie

Rilke fu il primo al quale Lou comunicò la sua gioia per la nuova casa: – Dalla Loufried di Wolfratshausen, passo per passo  sono arrivata fino a questa; ogni anno doveva venire aggiunto qualcosa, cominciando forse dalle stanze più indispensabili per passare poi a quelle di rappresentanza che stavano sospese nell’aria, per arrivare infine, da ultimo, alle fondamenta. Buttando all’aria tutte le buone regole dell’edilizia. Ed ora eccola qui, aperta su un ampio paesaggio di boschi e sulla distesa delle colline, dietro alle quali, da qualche parte, cominciano le montagne dell’Hars. Ai nostri piedi nel cuore della valle, la città. E intorno a noi un giardino pieno di vecchi alberi, un frutteto, persino un orto. E non manca neppure il pollaio! Ora sono diventata una contadina e mio marito è un professore. –

L’arrivo a Gottingen di questa strana coppia, nell’autunno del 1903, fece sensazione negli ambienti accademici della piccola città universitaria. Lou era assai più conosciuta di suo marito. La sua amicizia con Nietzsche ne faceva una persona da guardarsi con rispetto misto a curiosità e timore… Con loro disappunto trovarono Lou più timida che provocante e per nulla disposta a partecipare alla vita sociale della città. Anche Andreas teneva a mettere una certa distanza fra sè e i colleghi….. Ci si domandava anche perchè Lou si mettesse tanto spesso in viaggio da sola… e la si vedesse in compagnia di altri uomini….

Per quanto molti provassero, era impossibile tentare di penetrare nella sfera privata di Lou; dopo qualche anno i buoni abitanti di Gottingen abbandonarono ogni speranza e li lasciarono in pace. … Lou e Andreas sapevano che il loro modo di vivere non avrebbe mai potuto integrarsi in un qualsiasi contesto sociale e, dal momento che entrambi erano dei solitari per vocazione, non provarono mai il desiderio di mutare la propria vita e adattarla agli schemi sociali di Gottingen.

Nel 1911 Lou tornò a Gottingen dopo i mesi di attività a Konigsberg con un sentimento di profonda soddisfazione.

Per una psicoterapeuta della scuola di Freud, Gottingen non rappresentava certo l’ambiente adatto. Malgrado l’università, regnavano fra gli abitanti i pregiudizi tipici di una cittadina di provincia. .. Con la sua attività psicoanalitica Lou non fece che alimentare pettegolezzi e maldicenze. Tuttavia molte erano le persone che andavano da lei, inviate anche da Freud. Lou trattava tutti i disturbi psichici, dalle forme leggere di isteria fino alle nevrosi più gravi. Seduta nella sua poltrona essa ascoltava le storie che i suoi pazienti le raccontavano, pronta a cogliere l’elemento rivelatore, la frase, la parola che le avrebbero fornito la chiave  del problema.

Nel 193o Andreas, che era ancora un temperamento arzillo, improvvisamente morì e Lou restò sola nella sua casa sull’Hainberg. Non del tutto sola però perchè Mariechen e suo marito vivevano in casa e si prendevano cura di lei. Stava prendendo potere il nazismo, Freud era ebreo, lei era chiamata l’ebrea finlandese e per questo diffamata e bandita. Lou era già anziana, era  malata di diabete e aveva dovuto subire, a causa di un cancro, l’asportazione  di una mammella; il pensiero di essere compassionata le era insopportabile, fintanto che era in grado di lavorare non c’era alcun motivo di lamentarsi del naturale decadimento del corpo. Era affezionata alla sua casa e al suo giardino, al paesaggio che aveva intorno, così restò in Germania, attenta e vigilante e attese. Aveva ancora alcuni pazienti, riceveva amici e teneva una  vastissima corrispondenza. Persone sconosciute che avevano letto i suoi libri si rivolgevano a lei  chiedendole consigli e aiuto.

La figlia di un famoso professore di Gottingen racconta che, quando seppe che Lou era l’autrice di “Ruth”, aveva provato un appassionato desiderio di conoscerla. Si era diretta segretamente verso la casa di Lou, perchè mai si sarebbe fidata di dire alla sua famiglia che voleva andare a fare visita alla “strega di Hainberg“. La bontà e la cordialità con cui Lou l’accolse la fecero sentire umiliata e confusa e ancora dopo venticinque anni c’è nella sua voce stupore e ammirazione, quando ricorda la schiettezza con cui Lou rispose a tutte le domande, anche le più intime.

Lou Salomé morì nel sonno, la sera del 5 febbraio 1937. Soltanto gli amici Konig e Pfeiffer la seguirono nel suo ultimo viaggio da Gottingen al crematorio di Hannover. Aveva chiesto che le sue ceneri fosero disperse nel su giardino, ma questo suo desiderio non doveva esser appagato. In Germania vige una legge che proibisce la dispersione delle ceneri umane. Le sue ceneri vennero raccolte in un’urna e seppellite nella tomba di suo marito, nel cimitero comunale di Gottingen. Nessuna lapide segna quel luogo. Lou restava legata a marito  Andreas anche nella morte.



– L’allenamento o esercizio ripetuto

L’ALLENAMENTO  o RIPETIZIONE

In alto alla pagina ho messo immagini di cyclette perché è a questo genere di “allenamento” che solitamente pensiamo, ma non è solo questo!

Ci si deve allenare per imparare a fare tutto!!

Ne facciamo esperienza continua tutti ogni volta che vogliamo cimentarci in nuove attività. Quando prepariamo un piatto di lasagne, che da 30 anni ripetiamo nello stesso modo, oppure vogliamo provare un piatto insolito, come il sushi letto su un ricettario, l’impegno, la fatica e la certezza della riuscita sono DIVERSI!!  Dovremo riprovare più volte perché la sicurezza della prima esecuzione venga raggiunta anche dalla seconda. Dobbiamo ripetere la stessa esecuzione più volte per evitare errori, diventare più veloci, scegliere gli ingredienti più adatti, in dosi corrette….

Un altro esempio che mi viene in mente (beh!) è nell’uso del computer: mi spiegano un procedimento che non conosco, provo, funziona… dopo una settimana riprovo… non riesco più!!! Non avevo l’allenamento, non avevo provato a sufficienza perché l’informazione avesse potuto diventare una mia conquista, un mio apprendimento duraturo.

A questo serve la ripetizione di movimenti, di percorsi, di letture, di operazioni, di tutte quelle attività che vogliamo che diventino per noi automatismi, cioè facili meccanismi che non debbano più richiedere la nostra attenzione, lasciandoci così liberi di dedicarci ad altre acquisizioni, ad altre occupazioni nuove e interessanti.

Questo concetto cerco di comunicarlo anche a scuola ai miei giovani alunni che spesso sono preoccupati di non aver eseguito subito senza errori un compito che pensavano di aver così ben compreso…

Eh no, mancava ancora l’allenamento, cioè il rinforzo, il passaggio da un apprendimento superficiale, che si perde in poco tempo, ad un apprendimento duraturo.

Perché questo si compia è necessario che avvenga

L‘ELABORAZIONE DELL’APPRENDIMENTO

e perché questo avvenga serve

TEMPO e RIPETIZIONE DEL COMPITO

“… ogni nostro apprendimento, ogni abilità nuova, ogni ricordo, come pure ogni nostro originale processo di pensiero si risolvono anche in cambiamenti biologici del sistema nervoso. L’idea condivisa che ogni esperienza della vita lasci un segno più o meno profondo, e cambi a qualche livello l’essere dell’individuo, è suffragata dal fatto che ogni nuova acquisizione comporta una modificazione dell’organizzazione cerebrale.. E’ questo il correlato biologico di ogni solida acquisizione di conoscenza, teorica o pratica. e perché si realizzi il passaggio dalla modificazione funzionale a quella strutturale, in altre parole da un apprendimento che andrà perso nel giro di pochi minuti, ore o al massimo giorni, a quello stabile e duraturo, è necessario “lavoro cerebrale”, cioè elaborazione dell’informazione, tempo e ripetizione, quella sana, vecchia ripetizione che un tempo era prassi consolidata nella scuola e che  le neuroscienze ci suggeriscono di reintrodurre. ”   (dalla rivista Scuola Italiana Moderna)

Beh, se ho ben capito, bisogna “allenarsi” bene: tempo + costanza + fatica, se si vuole “veramente” imparare.

Ciao da Alicemate-maestra Maria Valenti

– Credere nei sogni!!

Quanto sogno c’è nella vita di ognuno di noi…

Questa canzone, la melodia, il testo, le immagini…  così  sospette, scure e chiare , fragili, belle , eteree, irreali, indecise… dolci SIAMO IN UN SOGNO!!!

Tutto ci porta ad  IMMAGINARE  un mondo speciale, che tutti già possediamo nei desideri!!! Ma allora, se tutti credessimo ai nostri desideri, se avessimo più speranza di poter realizzare i nostri sogni… chissà che un giorno, come dice Lennon, non si possano realizzare???

CREDIAMOCI!  IO OGGI CI CREDO!!!

Testo della canzone (traduzione in italiano)

Immagina

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente…  

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno


Testo della canzone (lingua originale)

Imagine

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…  

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one