3> Amsterdam!!

…eccoci ad Amsterdam!!! A’dam, per gli amici!

Introduco questa  città che a me è parsa  giovane e come tale accattivante, vivace, disponibile,  indomita, tentatrice, insicura (quest’ultima solo per sentito dire, non per aver vissuto questa sensazione, ma si sa,  l’allerta c’era)….quindi introduco questa città dicevo,  con l’aiuto di una guida… sì una guida di Amsterdam perchè  mi pare la fotografi come avrei voluto farlo io!!  A questa città non si adatta  la solita guida “Touring” che noi siamo soliti utilizzare nei nostri giri, non basta …   Purtroppo questa insolita guida l’ho trovata al ritorno, l’ho guardata e ho pensato – Ci vuole una guida così per capire Amsterdam! –  Ci vuole sentimento per entrare in  ogni luogo, in ogni città e io con A’dam sono in debito, non ero preparata, non avevo letteratura che mi sosteneva come per Londra dove i passi di Virginia mi guidavano, o come a Parigi dove la grandezza di Proust aleggiava nei boulevards… o come a Barcellona dove l’ architetto Gaudì  mi aspettava per conquistarmi…

Premetto che questo viaggio non era nei miei sogni. Era  nei desideri dei miei figli… Io l’ho scoperta vedendola!!!

Dalla guida “…Esistono città in cui si scivola lentamente e città in cui si precipita. Dipende da chi si è e da che pasta si è fatti. O dipende dalla città? Io, che mi considero uno scivolatore patentato, in realtà ho provato i brividi del precipizio e ne sono stato inghiottito. Pur consapevole che, come scrive Borges, “forse il vero modo di stare in un posto è starne lontano e sentirne la nostalgia”. ….

Vi passo qualche informazione, qualche  osservazione,  qualche  foto …

L’Amstel è il fiume che attraversa la città di Amsterdam, a cui ha dato anche il nome (Amstel + dam “diga”).

Girando per la città si vedono continuamente tre crocette ( nella foto a destra, ingrandendola al massimo, sul paracarro in ferro ci sono le tre croci)… – Che significheranno?- ci siamo chiesti senza trovar risposta, ecco la spiegazione : sono le tre croci della bandiera della città che portano anche dei significati.

Le tre croci di Sant’Andrea sulla bandiera sono associate alle tre parole del motto ufficiale della città :  Heldhaftig, Vastberaden, Barmhartig (valorosa, decisa, misericordiosa), benché le croci siano entrate in uso prima del motto. Una tradizione popolare collega le tre X alle tre minacce che gravavano sulla città: l’acqua, il fuoco e la pestilenza. La bandiera è solitamente orientata con le strisce rosso-nero-rosso in senso verticale.

Amsterdam Venezia del Nord?? L’acqua di Venezia è un’acqua estetica colata direttamente dal sogno, quella di Amsterdam è un’acqua idraulica, utile alle faccende umane. Venezia è una città sul mare, Amsterdam sta sulla terra. Amstel dam: diga sul fiume Amstel, per fermare l’acqua, controllarla, ben piantati sulla terra… I canali sono stati scavati nella terra…

…Più che da altre parti, qui l’acqua è simbolo di potenza e di intimità. Più di 2000 battelli nei canali sono in realtà case, che potrebbero domani mollare gli ormeggi. E i pesci? Ad Amsterdam si pesca sul bordo di casa. Pesci d’acqua dolce o d’acqua salata?”


“Amsterdam è una città duplice, di acqua e di terra, di ordine e di bellezza, di lavoro e di felicità. Mancano le piazze con il palazzo signorile prominente, le case patrizie sono allineate in un ordine quasi democratico. Non ci sono balconi da cui apparire e arringare le folle. Assenza di demagogia in Olanda.”

” A’dam è una città visibile, a misura di sguardo. Non ti sottomette, non stabilisce nessun rapporto di forza, non s’impone per maestà o per superbia. Si accorda con te. Si fa guardare, dovunque.. .. Perché è una città leggibile, senza sancta sanctorum inviolabili. La sua visibilità non è fondata su questa differenza, che è quella che attanaglia molte città italiane. Dunque campo aperto, mare urbano navigabile, accessibile a tutti gli approdi. Questo si aspetta da voi Amsterdam. Perché è una città multiuso.”

E la notte  è … elettrica, non solo di luci!!! …  noi abbiamo visto solo le luci, non avevamo l’età e la condizione per andare oltre!!!

…quindi salvi e indenni da ogni tentazione   (qui ci vorrebbe l’emoticon  dell’angioletto!!! ).

Buona notte  e “sogni elettrici” !!!


2> Si riparte…verso l’Olanda

… pronti a continuare il viaggio??

Lasciamo a fatica Brussel (Bruxelles) … sì,  ci è piaciuta, ma non è per questo la fatica!  La pioggia “bagnatissima” come Nor ci faceva notare, si è presa il disturbo di inzuppare talmente il terreno da far affondare il nostro mezzo, che ha richiesto scavi e la spinta di una “corposa” famiglia di spagnoli per riemergere… Quindi si parte per Brugge…

una cartina potrebbe servire…

( passate il mouse sull’immagine per avere la didascalia e cliccateci sopra se volete ingrandirla)

Brugge, restiamo ancora in Belgio con questa particolare città molto consigliata anche dai turisti itineranti… io mi lascio convincere ma sono attirata dalle DIGHE OLANDESI, di cui ho una vaga, magica, tragica e infantile idea.

Brugge è sopranominata “La piccola Venezia del Belgio” …e sì, si viaggia, si viaggia… e siamo sempre a Venezia!!

Con tanta acqua non può mancare il nostro “Nepomuceno” !

La musica di piazza …  stravagante e commuovente !!

e prima di abbandonare il Belgio dobbiamo gustarci una buona dose di cozze con la birra!!!!

BUONE, DELICATE, DIVERTENTI…. da non perdere!!

Raggiungiamo l’Olanda infilandoci in un tunnel sotto l’oceano (un breve tratto che la stacca dal Belgio) e ci fermiamo nella Regione del Delta. In essa sfociano il Reno, la Mosa e la Schelda. A partire dal 1957, sono stati costruiti sbarramenti al termine di ogni estuario, in funzione antitempesta, con dighe fisse o mobili.

Qui ci gustiamo questo dolce e selvaggio paradiso naturale, salvaguardato dalla capacità umana… cogliere tutti gli attimi!!

Carichi e avvolti da una luce insolita dobbiamo lasciare la spiaggia…

Dopo aver pernottato in questo luogo insolitamente speciale, a momenti anche un po’ inquietante, al pensiero di essere sotto il livello del mare e protetti dal selvaggio oceano da sbarramenti  di ferro e cemento! Ma il tempo è buono, maree tranquille…. si dorme. Al mattino “la nostra casa viaggiante… non si sveglia” .Oh oh … batteria caput! Nor collegando cavi avvia il motore, il pilota Mat trova, tramando con la  “scatolina magica” che avrebbe aiutato anche la famosa Arianna ad uscire dal labirinto (capito cos’è?), trova un punto ricambi: batteria nuova e siamo di nuovo in pista.

Grazie olandesi efficienti ed …onesti!!

E ora: dighe e ponti/diga, canali, fiumi incanalati, mari delimitati che diventano laghi e parchi acquatici... qui l’uomo deve conoscere ed amare molto la sua terra per mantenerla buona e bella!!!   E per restare in tema, si punta su Rotterdam (Rotter-dam= diga sul fiume Rotte), il porto più importante d’Europa.

E’ labirintico l’accesso a questa città…

Io, la “Mia” del viaggio, stavo leggendo Borges e vedevo labirinti dappertutto ormai, ma qui è stato veramente faticoso  raggiungerne il centro: tunnel sotto i fiumi, ponti, sopraelevate che si scavalcano a dritta e a manca, giri, ritorni e …

CI SIAMO!!!     e il parcheggio???    riparte un’altra ricerca… poi gironzoliamo rilassati e soddisfatti.

1-2) Le case cubiche del quartiere Blaak   3-4) Porto-museo

1-2) La Sint Laurens, la basilica interamente rifatta dopo la guerra, ma è gia tempo di  restauro.. 3) Di fronte alla chiesa la statua del più illustre cittadino che la città abbia finora avuto, Erasmo.

1-2) Nell’Isola Pedonale curiose vetrine  invitano i “creativi” ad entrare per perdersi nell’originalità dello  spettacolo

3- Mosaico che rappresenta il viaggio di Erasmo da Rotterdam a Basilea

4) Entrata al museo di Erasmo

Usciamo dalla città per raggiungere Kinderdijk (in olandese significa “Diga dei bambini”), a circa 15 km da Rotterdam,  situato alla confluenza dei fiumi Lek e Noord. Per far defluire l’acqua del polder (tratto di mare asciugato artificialmente attraverso dighe e sistemi di drenaggio dell’acqua) qui fu costruito un complesso di 19 mulini a vento, costruiti intorno al 1740.

Questi bellissimi e ingegnosissimi mulini a vento oggi sono meta turistica tra le più frequentate d’Olanda e Patrimonio dell’ UNESCO.

I mulini a vento in Olanda sono un po’ ovunque, in totale nel territorio nazionale ce ne sono circa un migliaio. In passato l’usanza era infatti quella che portava ogni proprietario di un immobile a costruire un proprio mulino per una specifica funzione, sia essa di macina, di bonifica o di frantoio.

E adesso al “clou” del viaggio ….AMSTERDAM!!!

… ma prima riposiamoci un po’ nella casetta del mulino…shhh!!! Sentite il vento che fischia, gli zoccoli sul legno, gli ingranaggi delle pale che cigolano???

1> Brussel, A’dam e i “romantici” tedeschi

Rimanendo sempre sul vero viaggio di Alicemate, usciamo un po’ dall’ombra e dalla letteratura e curiosiamo su alcuni aspetti di questo viaggetto che mi è piaciuto intitolare:  Brussel, A’dam e i “romantici” tedeschi, anche se merita attenzione anche  quel piccolo tratto di Francia, sempre cara e ospitale.  La Svizzera, questa volta, l’abbiamo velocemente attraversata, senza però rinunciare a respirare profondamente… i suoi paesaggi da “cartolina”.

Per cominciare visualizziamo il circuito di 3100 Km circa, completato dal nostro caro camper, condotto dall’instancabile autista Nor, fedelmente guidato dalla giovane pilota Mat, mentre i passeggeri Tob e Mia si lasciano trasportare fiduciosamente  o meglio…  oziosamente occupati nei … “cavoli” propri.

(Ingrandire la cartina per leggerla, cliccandoci sopra come sempre)

Ora vi metto alcune  foto, con didascalia e qualche commento, seguendo il percorso da 1=casa salutata, fino a 26=casa ritrovata.

Siamo a Colmar, città dell’Alsazia in Francia, ci accoglie con un bel parcheggio in centro, quindi eccola:

– Casa di “Pollice Verde –  Dove l’acqua entra in una città: è Venezia –

-Si mangia alla francese, ma  Mat pensa al Giappone??

– Era d’obbligo una visita a San Domenico!!-

Strasburgo, ancora la Francia ci coccola!!

Ci sentiamo a casa nostra, nel passato e nel  futuro!!

-Brave e simpatiche –     – In Chiesa: sembra una sala di ascolto e lettura-

– Merletti di pietra-       – Dalla Cina …dipinge la” Petite France”-

 

 

 

Entriamo in Germania, nella valle alta del Reno, patrimonio culturale dell’Umanità: la romantica valle della Loreley… vigne, boschi e stupende cittadine cinte da alte mura: tutto è accogliente, curato, romantico ma …bagnato!


Procediamo verso il Belgio, rivedremo la Germania al ritorno percorrendo un altro itinerario turistico: “La Romantische Strasse”.

Entriamo in Liegi sotto la pioggia per una veloce conoscenza, piove, si fa buio, si riparte… verso

Bruxelles /Brussel

( scritto nelle due lingue ufficiali: francese  e  fiammingo o neerlandese).

Anche a Brussel la pioggerellina “bagnatissima” ci accompagna per vie e piazze, parchi e viali, ci rifugiamo un po’ nei musei!! La città è viva e interessante, la piazza ci incanta anche se dobbiamo fotografarla da sotto gli ombrelli. Il cioccolato, le  gaufres e le crepes, un’affogata di  dolci che ci riscalda!!

Se vi interessa vedere e sapere quanto è bella questa piazza: GRAND’ PLACE, nel cuore di Bruxelles,  cliccate qui

Alcune nostre foto della Place..

SIMBOLI della città…Manneken-Pis e cioccolato

Gironzolando per le vie …

… nel quartiere Ilot Sacré e ai musei.

Ci prepariamo a partire per Amsterdam, facendo una sosta a BRUGGE, ma il post si sta allungando troppo, lo divido in due parti??

Forse è meglio, al prossimo per chi vuole continuare il viaggio….