Borges, Calvino, Carroll…con Odifreddi

Ho trovato questo articolo di una “vacanza/studio” di Odifreddi e la posto perchè richiederà tempo per  leggere, ascoltare, capire e volendo,  approfondire….          buona “vacanza/studio”         anche a noi 😉

Il cubismo di Picasso e la geometria appaiono essere argomenti afferenti a culture distinte e lontane tra loro, spesso inconciliabili. Questo è ciò che potevamo dire prima di aver ascoltato Piergiorgio Odifreddi alle Vacances de l’Esprit 2007 della Matematica.
Guarda l’intervista a Piergiorgio Odifreddi
Al tempo di Cartesio o di Leibniz non esisteva la separazione tra cultura umanistica e scientifica. Oggi si assiste ad un tentativo, soprattutto da parte del mondo scientifico italiano e internazionale, di ricreare un ponte.

I grandi filoni della cultura umanistica che sono stati affrontati sono le arti figurative, la letteratura e la musica. Se Picasso, Mondrian e Kandinsky non sono sfuggiti alle attenzioni del “matematico impertinente”, anche i sonetti danteschi o la produzione di Borges sono stati oggetto di studio e riflessione.

Vi passo i link per leggere

1. Il cortile… nel “sottomondo”

1^ puntata:  Ritorno nel “sottomondo”… come “Alice in Wonderland”

Per capire meglio il racconto ho utilizzato diversi colori per il testo:

nero … tempo presente, esperienza vissuta in questo periodo

fucsia … tempo della mia infanzia, dai miei ricordi (anni 60/70)

azzurro … dalla fine del 1400, circa 500 anni fa, dal racconto del “bianconiglio”

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Ognuno di noi ha un proprio “sottomondo”: un mondo nascosto, trascorso, dimenticato, volutamente taciuto o ricordato con orgoglio o almeno con tenerezza.

Alcune sere fa sono “caduta nel mio sottomondo”… lasciato all’età di 14 anni: i personaggi che lo abitavano erano diversi, gli ambienti modificati di aspetto e di uso, ho cercato di ritrovare almeno il cappellaio, il bianconiglio, lo stregatto… mi ci è voluta molta fantasia!!!

È stato un viaggio piacevole, curioso e… istruttivo! Niente incubi, niente mostri da sconfiggere… hmm, allora perchè raccontarlo?

… sshhhh:  il bianconiglio si è fatto inseguire giù, giù… a 500 anni di profondità!

Ci troviamo in cortile, dove io ho giocato tanto…

Pallavolo, palla-palo, una specie di baseball senza mazza e guantone, calcio, sì proprio calcio con la Gianna che conosceva tutte le regole e faceva da arbitro e allenatore, ma più di tutto “Palla-morta”,  meglio conosciuto oggi come “palla-prigioniera”. Quante partite, eravamo fortissime e con le ragazze ospiti eh eh… le “ster-mi-na-va-mo” sorridendo, quindi la “regina Rossa” ci richiamava e ci metteva in disciplina perché non umiliassimo troppo gli ospiti!!

Ma il nuovo bianconiglio questa sera mi guida nel lontano 1500 e mi mostra non un cortile ma un giardino, con verde e fiori,    l’acqua si raccoglie al centro e viene convogliata in una cisterna per poi essere riassorbita dal terreno, ogni antico abitante può sedere in giardino ma rispettando il proprio posto, il superiore ha un posto di riguardo: verso sud per ricevere i preziosi raggi di sole, “gli ultimi” avevano i posti meno soleggiati, quelli rivolti a nord.

La temperatura, le stagioni, le ore di luce e di buio erano fondamentali: il bianconiglio ci mostra due meridiane sulle pareti, una non bastava a indicare l’intero percorso solare, quindi quando la prima restava in ombra interveniva la seconda. Quando il cielo era coperto o durante la notte venivano utilizzate lanterne e candele di cui si conosceva la durata.

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Per continuare il racconto clicca – 2. La fontana e lo stregatto –

Scritto e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

(immagini prese dal web)