Giochiamo a carte … con Alice

… le carte da gioco

ad aprile un nuovo capitolo di “Alice nel paese delle meraviglie” è doveroso…ormai sembra diventato il nostro “Promessi Sposi” di turno… ma sì dai che non è il finale ma il percorso che ci interessa ?!

Allora … finalmente la povera Alice riesce ad avere tutte le informazioni e ad utilizzarle correttamente per raggiungere il suo scopo: entrare nel bellissimo giardino intravisto dal foro della serratura alla sua caduta nella tana del coniglio…

( breve recupero per rientrare nell’atmosfera del racconto) .

Ed è proprio in questo fantastico giardino che Alice incontra i personaggi delle “Carte da Gioco”, se non ricordate la storia vi lascio il link per rileggere il capitolo  Il croquet della Regina

… e qui  scopro che i miei alunni  conoscono poco le carte e i tradizionali giochi con le carte. Mah, bisogna rimediare!!!

Recuperato un vecchio mazzo di carte e si inizia la loro conoscenza mettendole anche in parallelo con i personaggi del racconto, non è facile come si crede:

numero di carte  52, come i personaggi del corteo della crudelsciocca Regina di Cuori

I 4 semi delle carte  che indicano anche i ruoli dei personaggi della corte:

– picche/ i giardinieri  (10)

– fiori(o bastoni)/ i soldati  (10)

– quadri(denari)/ i cortigiani  (10)

– cuori/ i principini (figli della Regina e del Re di Cuori)  (10)

– le figure sono i  membri della corte  (12)

.. facciamo un po’ di corrispondenze, un po’ di indovinelli, un po’ di veloci calcoli e perchè non risolvere un problema… in coppia con un compagno?? Sì, siamo meno preoccupati,  ci possiamo dare una mano e … la colpa per gli eventuali errori!!

Adesso che ho il mazzo di carte mi piace utilizzarlo  per brevi attività di recupero individuale o di piccolo gruppo:

– abbinamento di numero e quantità (sulla carta appare il numero e     la corrispondente quantità), contare avanti, indietro, per decine…

– classificare per seme, per colore, per figure, per numero…

– individuazione di coordinate cartesiane con il gioco del “solitario”

E per finire … il gioco della ” Peppa Tencia o Pedro nigro” diventa per noi  “LA REGINA ROSSA” … è lei quella da temere e fare in modo di non averla “fra le mani” …

Regole del gioco:

“LA REGINA ROSSA” (“Uomo Nero o Peppa Tencia): si gioca in quanti si vuole,  con un mazzo di 40 carte milanesi o 52 carte francesi. Si tolgono dal mazzo 3 regine, lasciando in circolazione solo quella di cuori. Uno dei giocatori distribuisce in senso orario tutte  le carte ad una ad una  fino ad eusarimento del mazzo.
I giocatori esaminano le proprie carte e scartano, due a due, le carte di ugual valore.


Il primo giocatore  prende una delle carte del giocatore che sta alla sua sinistra che gliele avrà poste dinnanzi  “a ventaglio” e coperte.
Se chi ha pescato avrà fatto una coppia, la può scartare.
Il gruppo dei giocatori si sfoltirà, perchè chi rimane senza carte esce dal gioco, e alla fine un solo giocatore resterà con … la Regina di cuori.

Chi rimane con la Regina di cuori perde il gioco … ma fortunatamente : – Non gli verra ” T……  la  testa ! “.

Allora… anche  giocare a carte c’entra con  la  matematica!! e…  se lo si fa al momento giusto INSEGNA !!




3D cinema e geometria

diario di scuola:

Siamo a  marzo, a scuola la dura vita continua … stiamo scoprendo la linea  retta e le  sue relazioni …in classe,  in palestra, anche alla LIM  ( lavagna interattiva multimediale )  … bisogna aggiornarsi e adeguarsi ai tempi ?!

… e, dopo un periodo di sospensione della lettura in classe  di “Alice nel paese delle meraviglie”… esce al cinema il nuovo film di “Alice in Wonderland” … ma va?  Eh sì, e anche i ragazzi sono incuriositi , ma in particolare i miei alunni sono affascinati  dalla novità della proiezione del film in  3D … ne parliamo in classe  e con sorpresa ritroviamo la …MATEMATICA !! :

la retta ha 1 dimensione,

il quadrato ne ha 2,

il cilindro ne ha 3

Ancora una volta “Alice” aiuta la matematica e la matematica aiuta a capire la novità della proiezione in 3D !!!

Per voi lettori ho ricercato qualche informazione in più …

– la 3D è una rappresentazione  di oggetti tridimensionali tramite un’ immagine bidimensionale attraverso l’uso di tecniche come la prospettiva e l’ombreggiatura  per simulare la percezione di questi oggetti da parte dell’occhio umano

– le tecniche per la proiezione di immagini 3D in movimento si basano su tre sistemi che richiedono l’uso di occhiali speciali per la traformazione  delle immagini proiettate  con specifici proiettori  o su speciali schermi … ,  in immagini con speciali  profondità sceniche.

Occhiali anaglifi        Occhiali a lenti polarizzate     Occhiali con otturatori

…. qualche accenno sui tre sistemi di proiezione in 3D:

  • Anaglifo: due immagini filtrate con due colori diversi vengono discriminate da occhiali con filtraggio complementare.
  • Sistema a oscuramento alternato: le due immagini vengono proiettate in rapida sequenza e vengono discriminate da occhiali dotati di otturatori sincronizzati.
  • Sistema a lenti polarizzate: due immagini proiettate in rapida sequenza su di un apposito schermo riflettente, vengono discriminate da occhiali dotati di lenti polarizzate orientate ortogonalmente l’una rispetto all’altra  dal 2D  al 3D.

— Il regista Tim Burton ha scelto di girare il film in 2D e di convertirlo in un secondo momento in formato 3D.

Le D della geometria:

immagine a 1D                        immagine a 2D                       immagine a  3D

• 0 dimensione = Puntuale                un punto
• 1 dimensione = Lineare                   una linea          (misura di lunghezza)
• 2 dimensione = Areale                     un poligono   (misura di superficie)
• 3 dimensione = Volumetrica        un solido          ( misura di volume)

… spegnamo la LIM, non so se hanno seguito la lezione sulle linee,  qualche chiarimento sulle 3D penso sia arrivato, ma sicuramente i ragazzi hanno avuto un’occasione per apprezzare … la forza della matematica !!

alla  prossima…   ciao


La scuola… che noia!!

Cercando informazioni su “Il mago dei numeri” un   romanzo-favola che racconta la matematica ai ragazzi   … che trovo??

un’ intervista all’autore, lo  scrittore tedesco contemporaneo Hans Magnus Enzensberge, fatta da Piergiorgio Odifreddi, il matematico di cui vi ho parlato nella pagina

“Alice e la matematica” (vedi Home).

Questa intervista  mi è sembrata  interessante e  “bacchettante”  verso la didattica scolastica…. Enzensberge è tedesco,  magari  sarà solo la loro scuola ad essere tanto

IDIOTA e NOIOSA, come lui la definisce senza mezzi termini !? …

leggete e meditate ma …  meditino in particolare maestri e professori!! 😦

 

Intervista a HANS MAGNUS ENZENSBERGER

… grande il successo del romanzo Il mago dei numeri. Come le è venuto in mente di raccontare la matematica elementare in forma di favola?

Fu una conseguenza della mia irritazione nei confronti della pedagogia scolastica. Quando le mie due figlie tornavano da scuola, mi dicevano: «Ma tu, che sei scrittore, perché non ci scrivi qualcosa che ci diverta, invece di quei noiosi libri di testo?». E l’ho fatto, non solo per la matematica, ma anche per la letteratura: guardi qua, ho appena pubblicato Lyrik/Nervt, Lirica snervante (Hauser, 2004), una cassetta di pronto soccorso per i lettori stressati dalla poesia.

Ma l’autore è Andreas Thalmayr!
Ah, quello è un mio pseudonimo.

Perchè, si vergogna?
No. E’ che io non mi permetto certe cose, mentre quel mio alter ego un po’ più spiritoso, sí.

Lei aveva già anche pubblicato un libro di storia, Ma dove sono finito?(Einaudi, 1998). Ha un progetto universale, di insegnare ai ragazzi tutto lo scibile?

Basta guardare i compiti che vengono loro assegnati, quando tornano a casa da scuola! Una noia, una pura routine: la matematica è insegnata come una collezione di ricette da applicare meccanicamente, senza capirci nulla. Questo non stimola nessun interesse in una persona intelligente, che non capisce perché non dovrebbe usare la calcolatrice tascabile per fare meglio le stesse cose. E’ mortale, è idiota, è cretino, e non c’entra niente con la matematica!

Quindi, voleva far vedere che cosa è interessante nella matematica.
Certo. Cercare di mostrare le idee brillanti o geniali che stanno dietro le tecniche, come l’uso dei logaritmi. E la stessa cosa vale per la poesia, che viene anch’essa distrutta dalla scuola.

Il nuovo libro sulla poesia è già tradotto in italiano?
No, anche perché gli esempi sono tutti tedeschi. Dovrebbe rubarmi l’idea e farne uno analogo.

Ci penserò: se un poeta ha scritto un testo di matematica, perché un matematico non dovrebbe scriverne uno di poesia? (…..)

(Piergiorgio Odifreddi, L’Espresso, 11/06/04)

Adesso vi passo un breve testo scritto di una brava blogger Maria (non io) che sul suo blog  “Skip blog“…  racconta e ci fa un po’ sorridere e un po’  no  ?? …

“… Da piccola apprendevo facilmente i meccanismi operativi ma  avevo difficoltà nel risolvere i problemi. Nei testi c’erano sempre una mamma che andava a fare la spesa e un fruttivendolo che vendeva mele e pere, fiori che, liberati dai mazzi, si moltiplicavano per essere poi distribuiti  nei vasi, caramelle regalate dalla nonna e mangiate da voraci nipoti, figurine che entravano e uscivano dagli album. Negli anni delle scuole medie, forse maturando un po’, si sbloccò la logica.
Tra fiumi di vino travasati dalle e nelle damigiane, lunghe distanze percorse dal signor Caio su e giù per l’Italia e innumerevoli camion che trasportavano di tutto mi districavo nelle equivalenze, saltellavo tra numeratori e denominatori , aprivo e chiudevo parentesi operando tra polinomi, ruotavo la testa negli angoli e sul quadrante dell’orologio, scioglievo nella mente ettometri di rete per recintare campi di patate di varie forme di cui poi dovevo calcolarne la superficie, disegnavo maldestramente  cubi  appoggiati su  parallelepipedi o  sormontati da piramidi .Finalmente la matematica iniziò a piacermi grazie soprattutto ad un’insegnante, che sapeva spiegarla e motivarmi, e a mio fratello che di sera smetteva di scrivere velocemente indecifrabili numeri e formule per aiutarmi nei compiti.”

Beh!! , povera scuola… vediamo di darci una scrollata da sto vecchiume!!! 😉

IO PROMETTO CHE,  nel mio piccolo,  MI IMPEGNERO’ ….

La “vera” Alice

“Sono stata Alice” di Melanie Benjamin, la biografia romanzata di Alice Pleasence Liddell, una delle eroine più famose della letteratura, che ispirò il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll (Lewis Carroll – pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson)  ...

Per i milioni di lettori che hanno subito l’incantesimo dell’eroina di  Carroll, una storia che esplora la verità al di là dello specchio, il 5 marzo   nelle sale è uscito l’attesissimo film di Tim Burton “Alice nel Paese delle Meraviglie”, in 3D. Per l’occasione, Fazi Editore manda in libreria Sono stata Alice di Melanie Benjamin (traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini).


Il pomeriggio del 4 Luglio 1862, Charles Dodgson e il suo amico Robinson Duckworth portarono Alice, che all’epoca aveva 10 anni, e le sue due sorelle Ina ed Edith a fare una gita in barca sul fiume Isis, durante la quale Dodgson iniziò a raccontare la storia di una bambina che seguì un coniglio nella sua tana. Alice Liddel, affascinata, gli chiese quindi di mettere la storia per iscritto. Gli ci vollero due anni ma alla fine, nel novembre 1864, consegnò ad Alice un manoscritto rilegato in pelle intitolato Le avventure di Alice sotto terra, contenente illustrazioni curate da lui stesso e una fotografia di Alice a sette anni sul retro. Da quel momento fu allontanato dalla famiglia Liddell. Successivamente Dodgson chiese a John Tenniel di curare le illustrazioni del libro. L’Alice che Tenniel dipinse, con i famosi capelli biondi, era ben diversa da Alice Liddell, che aveva capelli corti castani. Intitolato Alice nel paese delle meraviglie, scritto da Lewis Carroll, sin dal 1865, anno della sua pubblicazione, fu un successo immediato tra adulti e bambini. Si vocifera fosse uno dei libri preferiti della Regina Vittoria…

L’AUTRICE – Melanie Benjamin vive a Chicago, dove attualmente sta lavorando al suo secondo romanzo. “Sono stata Alice” è il suo primo romanzo storico ed è in corso di pubblicazione in Australia, Germania, Olanda, Grecia, Portogallo, Polonia, Brasile.

“Alcuni anni fa, mentre vagavo per le sale dell’Art Institute of Chicago, mi imbattei in una mostra molto interessante: Dreaming in Pictures: The Photografy of Lewis Carroll. Conoscevo Lewis Carroll solo come autore del classico Alice nel Pese delle Meraviglie.
Immaginate quindi la mia sorpresa, quando scoprii che le fotografie di Lewis Carroll (o del Reverendo Charles Lutwidge Dodgson, il suo vero nome) erano immagini di ragazzine.
Tra quelle immagini affascinanti, una foto spiccava in particolare. Era la fotografia di una bambina… ma fur
ono gli occhi a colpirmi; scuri, scintillanti, saggi, …

La didascalia diceva che era Alice Liddell, sette anni, figlia     privilegiata del Decano Liddell del Christ Church College di Oxford, dove Dodgson insegnava matematica;  era la bambina che aveva ispirato il libro : Alice nel Paese delle Meraviglie.

Questa era la storia che dovevo scrivere: le avventure di    Alice dopo che aveva lasciato il Paese delle Meraviglie.

Non sono una storica, non sono una studiosa di Lewis Carroll

” Benjamin si ispira a uno dei più famosi legami narrati in un libro per ragazzi, traendo l’emozionante storia di Alice direttamente dalla trama di Alice nel paese delle meraviglie. Concentrando l’attenzione sui tre periodi della vita di Alice, Benjamin ci offre un ritratto raffinato che fonde perfettamente i fatti con la finzione ” ( Publisher Weekly)

“Il romanzo di Benjamin ci lascia intravedere la verità dietro il mistero dei rapporti di Lewis Carroll con la sua musa bambina, Alice Liddell. Anche se permane l’ombra dell’ambiguità, si tratta di una vera storia d’amore, sia pure del tipo che esiste soltanto in una fiaba. Un libro che susciterà un enorme interesse, perché allo stesso tempo cronaca, romanzo e opera di letteratura con una grande dose di suspence” ( Library Journal)

Eppure, anche le favole più belle hanno un prezzo. Nelle vecchiaia Alice Pleasance Liddell dirà: – Santo cielo, quanto sono stanca di essere Alice nel Paese delle Meraviglie. Vi sembro ingrata? Sì, lo so. Ma sono davvero stanca –

L’ultima foto di Alice scattata da Dodgson


… non avevo molta voglia di pubblicizzare questa

novità,  …    ma per correttezza di informazione…

poi … chi lo conosce o l’ha letto ci illumini …